14:20 25 Gennaio 2021
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L'ambasciatore palestinese ha rivelato che i colloqui con la Russia per portare nel Paese mediorientale il vaccino Sputnik V stanno andando avanti da tempo.

La Palestina e la Federazione Russa stanno discutendo la possibilità di impiegare in futuro il vaccino russo Sputnik V nel Paese mediorientale. A riferirlo quest'oggi è l'ambasciatore palestinese in Russia Adbel Hafiz Nofal.

"Siamo alla ricerca di un meccanismo che sia basato su tre elementi. In primo luogo, un programma di sostegno ai Paesi meno sviluppati che preveda la fornitura del vaccino in una prima fase, la vendita in una seconda fase, e una terza fase in cui questi stessi Paesi possano produrre da soli il vaccino sul posto. Stiamo lavorando con i nostri amici russi nell'ambito di questa prospettiva", ha riferito Nofal ai microfoni di Sputnik.

Nel corso di una videoconferenza, il diplomatico ha quindi affermato che i colloqui con le autorità russe in questo senso sono già iniziati da diverso tempo e continuano ad andare avanti.

"In questo momento stiamo valutando quante dosi la Russia potrebbe fornirci, e in secondo luogo quale potrebbe essere il prezzo. Abbiamo parlato di questo anche con l'ambasciatore della Giordania, perché potrebbe esserci una produzione congiunta tra Palestina e Giordania nella terza fase", ha concluso l'ambasciatore palestinese.

Il vaccino Sputnik-V

Lo scorso 11 d'agosto lo Sputnik V, sviluppato dall'istituto di ricerca Gamaleya e prodotto in collaborazione con il Fondo Russo per gli investimenti diretti (RFDI), è diventato il primo vaccino registrato al mondo contro COVID-19.

Secondo i risultati della seconda analisi ad interim dei dati degli studi clinici, il vaccino si è dimostrato efficace al 91,4% 28 giorni dopo l'iniezione della prima dose e al 95% 21 giorni dopo la seconda.

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