09:27 25 Febbraio 2021
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L'attivista anti-Pechino è stato arrestato per un'assemblea non autorizzata e rischia sino a tre anni di carcere.

Joshua Wong è finito in carcere dopo essersi dichiarato colpevole per aver organizzato e condotto un'assemblea non autorizzata nei pressi del quartier generale della polizia, durante una protesta antigovernativa dell'anno scorso. Adesso rischia sino a tre anni di prigione. La sentenza dovrà arrivare entro il tre dicembre. 

Papa Francesco ha riaperto le celebrazioni liturgiche con i fedeli dando inizio al rito presso la tomba di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della nascita del pontefice polacco, nella Basilica di San Pietro
© Sputnik . Servizio Fotografico Vaticano
Il leader degli studenti di Hong Kong, volto delle manifestazioni di piazza e delle proteste anti-cinesi, ha continuato dal carcere a inviare delle note agli attivisti del movimento tramite i social network. 

"Senza dubbio c'è un prezzo terribile da pagare per resistere al governo di Pechino e Hong Kong. Ma dopo aver scontato alcune brevi pene detentive e aver affrontato la continua minaccia di molestie ho imparato ad amare la libertà che ho per ora, e dedicherò tutto ciò che ho per lottare per la libertà di coloro a cui è stata spietatamente negata", scrive in un lungo messaggio pubblicato su Twitter, a cui allega una foto che lo ritrae ospite al Senato italiano. 

​Wong assicura che la prigione e la minaccia degli anni in carcere non fermeranno "il suo attivismo e il suo pensiero critico". Invita a sostenere durante la sua assenza la ribellione di Hong Kong. 

"Quello che stiamo facendo ora è spiegare al mondo il valore della libertà, attraverso la compassione verso quelli che amiamo, così tanto da essere disposti a sacrificare la nostra libertà. Sto ancora imparando a vincere la paura e credo che voi siate con me in questo viaggio", scrive Wong dal carcere.

In aula, prima di essere portato via dagli agenti di sicurezza, si è rivolto ai suoi sostenitori gridando: "Resistete tutti, aggiungete olio", ha detto, usando un tipico slogan lanciato durante le proteste. 

Gli altri leader dei ribelli di Hong Kong, Agnes Chow e Ivan Lam, dichiarati colpevoli delle stesse simili, sono stati rinviati in custodia cautelare nel corso processo. 

L'incarcerazione di Wong ha attirato decine di attivisti che si sono radunati davanti al tribunale per chiedere la liberazione dei loro leader.

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