07:04 23 Aprile 2021
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Un team di ricercatori ha analizzato i campioni prelevati dalla neve e dall’acqua di ruscello a diverse altezze, fino a 8.440 metri sul livello del mare, trovando fibre di poliestere, provenienti probabilmente da indumenti e attrezzature degli alpinisti.

“Le concentrazioni sulla montagna sono sorprendenti", ha detto la scienziata Imogen Napper, che ha analizzato i campioni di neve nel suo laboratorio all'Università di Plymouth, nel Regno Unito. 

"È un luogo che considero ancora uno dei più remoti e una delle aree più incontaminate sulla Terra", ha aggiunto. 

Sotto accusa l'abbigliamento outdoor

Ma sull’Everest, è stata la conclusione di Napper, i trekker e gli alpinisti sono probabilmente i più responsabili. I tessuti sintetici perdono costantemente tracce di fibre quando sono indossati e le microplastiche rinvenute sull'Everest sono in gran parte costituite da poliestere, acrilico, nylon e polipropilene, tutti materiali comunemente usati nell'abbigliamento outdoor.

Troppo piccole per essere viste ad occhio nudo, le microplastiche sono difficili da pulire e spesso non vengono prese in considerazione quando si discute di rifiuti e del ciclo di riduzione, riutilizzo e riciclaggio degli oggetti. "Queste azioni sono necessarie e importanti", ha sottolineato Napper, per cui "le soluzioni devono portare a progressi tecnologici e innovativi più profondi".

La sfida è usare materiali "più sostenibili"

Una sfida, ma anche un'opportunità per i produttori di abbigliamento e attrezzature, perché si punti all’uso di materiali più sostenibili, hanno sottolineato i ricercatori nello studio, sollecitando anche alpinisti ed escursionisti a considerare il reale impatto delle loro attività sull'ambiente.

Perché “ora abbiamo trovato le microplastiche dalla massime profondità del mare, fino a quasi la vetta della montagna più alta della Terra", ha rimarcato Napper.

E il ghiaccio si sta assottigliando

Le conclusioni sulle microplastiche sono contenute nello studio promosso dalla National Geographic Society e da Rolex, e pubblicato dalla rivista One Earth, che ha visto impegnato lo scorso anno un team interdisciplinare di oltre 30 scienziati, che hanno installato cinque stazioni meteorologiche e hanno raccolto centinaia di campioni di roccia, acqua, neve, ghiaccio e altro ancora. 

E se la presenza di microplastiche non rappresenta una minaccia ambientale immediata, altre scoperte sono molto più preoccupanti, secondo gli studiosi. Per prima cosa, il ritmo accelerato con cui anche i ghiacciai più alti del mondo si stanno assottigliando, mettendo a rischio non sono solo le comunità locali e l'industria del turismo su cui fanno affidamento, ma anche milioni di persone che vivono a valle e che dipendono dai ghiacciai per l'acqua dolce.

"È un vero campanello d'allarme", ha detto Paul Mayewski, leader della spedizione e direttore del Climate Change Institute dell'Università del Maine. 

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