18:54 28 Novembre 2020
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Domenica il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è sembrato gettare ombra sull'idea di riavviare i colloqui finalizzati alla riunificazione di Cipro sponsorizzati dalle Nazioni Unite, affermando che "due popoli e due stati separati" si trovano sull'isola contesa, divisa in due dai tempi dell'invasione turca del 1974.

Il presidente della Commissione europea Josep Borrell ha accusato la Turchia di "ampliare la sua separazione" da Bruxelles in seguito agli ultimi commenti su Cipro.

"Consideriamo le recenti azioni e dichiarazioni della Turchia relative a Cipro contrarie alle risoluzioni delle Nazioni Unite, oltre al fato che infiammano ulteriormente le tensioni", ha detto Borrel giovedì lai giornalisti dopo una riunione dei ministri degli esteri del blocco.

"Riteniamo che sia importante che la Turchia capisca che il suo comportamento sta amplificando la sua separazione dall'UE... Per tornare a un'agenda positiva, come desideriamo, sarà necessario un cambiamento fondamentale di atteggiamento da parte turca", ha aggiunto.

Borrell ha avvertito che il tempo  a disposizione dell'UE e della Turchia per sanare le loro relazioni "sta finendo", sottolineando che Bruxelles e Ankara si stanno rapidamente "avvicinando a un momento di svolta" relativamente ai loro rapporti.

La soluzione dei due Stati

I commenti di Borrell arrivano sulla scia della visita di domenica del Presidente Erdogan alla "Repubblica turca di Cipro del Nord" riconosciuta da Ankara. Durante la visita, il presidente turco ha affermato che devono esserci "colloqui per una soluzione" al conflitto cipriota "sulla base di due Stati separati".

Cipro, che è membro dell'UE, ha denunciato il viaggio di Erdogan nell'isola definendolo "provocatorio e illegale" e ha accusato la Turchia di non aver "rispettato affatto la legalità internazionale, i principi e i valori europei e i suoi obblighi nei confronti dell'Unione europea".

Bruxelles ha anche minacciato di imporre sanzioni alla Turchia per le sue trivellazioni di gas in corso nelle acque rivendicate sia dalla Grecia sia da Cipro. Nella sua visita di domenica, Erdogan ha promesso di continuare le perforazioni alla ricerca di gas "fino a quando non verrà raggiunto un accordo equo".

La Turchia ha invaso Cipro nel 1974, all'indomani di un colpo di stato greco-cipriota ordinato dalla giunta militare che governava la Grecia all'epoca, che aveva come obiettivo l'unificazione di Cipro con il Paese ellenico. All'indomani dell'operazione turca, oltre 210.000 civili sono stati sfollati tra la parte settentrionale e quella meridionale dell'isola. La Turchia ha riconosciuto la "Repubblica turca di Cipro del Nord" nel 1983, ma rimane l'unico Stato a farlo. Ankara continua ad occupare circa il 36% della nazione insulare, in cui mantiene una guarnigione di circa 35 mila soldati.

I leader greci e turco-ciprioti hanno tenuto diversi round di colloqui sulla riunificazione negli ultimi due decenni. Tuttavia, recentemente Nicosia ha accusato Ankara di cercare di silenziare la ripresa dei colloqui sponsorizzati dall'ONU e di "mostrare disprezzo" per le relative risoluzioni dell'istituzione.

La disputa di Cipro è uno dei molteplici temi geopoliticamente caldi in cui il governo turco è intervenuto di recente. Il presidente Erdogan ha dispiegato truppe nella vicina Siria, ha fornito aiuti militari al governo di Tripoli in Libia, è entrato in una disputa marittima in una zona economica esclusiva con Grecia ed Egitto, è stato coinvolto in un battibecco di lunga durata con il governo di Israele e ha fornito supporto militare all'Azerbaigian nel conflitto del Nagorno-Karabakh.

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