16:29 24 Novembre 2020
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (121)
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La richiesta di Vladimir Putin all'uso delle forze armate russe nell'operazione di mantenimento della pace in Nagorno-Karabakh era stata ricevuta dal Consiglio della Federazione, ha detto ai media russi il presidente della commissione per la legislazione costituzionale, Andrei Klishas. La richiesta è stata approvata questa mattina.

"Stiamo parlando del contingente già determinato dal Presidente della Russia", ha detto il senatore.

Klishas ha spiegato che il consenso del Consiglio della Federazione (Camera Alta del Parlamento russo) per l'uso dell'esercito in questo caso è necessario, poiché non si tratta di una situazione militare operativa, ma di un evento pianificato per diversi anni.

Klishas ha anche ricordato che il mandato di mantenimento della pace delle truppe russe in Nagorno-Karabakh è progettato per cinque anni con possibilità di estensione.

I senatori a loro volta a stretto giro hanno approvato la richiesta e il Consiglio della Federazione ha concesso il via libera ufficiale alla missione militare per il mantenimento della pace in Nagorno-Karabakh.

Secondo la Costituzione russa, la questione dell'introduzione di un contingente militare è decisa dal Consiglio della Federazione, tuttavia le forze di pace russe erano già nella regione. Come aveva spiegato il ​​presidente della commissione per la legislazione costituzionale Andrei Klishas, ​​il Presidente aveva il diritto di inviare prontamente le forze di pace in Karabakh senza il consenso della Camera Alta, poiché si trattava di una situazione di emergenza che per altro aveva coinvolto anche cittadini russi, ma per una missione di lungo periodo il consenso del senato non era in alcun caso prescindibile.

Conflitto nel Nagorno-Karabakh

La situazione nel Nagorno-Karabakh era precipitata a inizio autunno. Armenia e Azerbaigian hanno fatto tre tentativi infruttuosi di concordare un cessate il fuoco e solo il 10 novembre, dopo l'avanzata dell'esercito azero nella capitale Stepanakert della non riconosciuta Repubblica del Nagorno-Karabakh e la conquista della seconda città più grande, Shushi, le parti hanno stipulato un accordo trilaterale tra Armenia, Azerbaigian e Russia come garante. Erevan ha accettato di cedere parte dei territori contesi, Baku di interrompere l'offensiva, e Mosca ha introdotto le forze di pace di interposizione a garanzia. Inoltre, in Azerbaigian è stato istituito un centro di monitoraggio russo-turco, il cui compito è monitorare l'osservanza del cessate il fuoco.

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