03:07 28 Novembre 2020
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Un sondaggio condotto in 11 Paesi diversi, con un campione di oltre 12.000 persone ha dimostrato l'alto livello di gradimento nei confronti del vaccino russo contro il coronavirus Sputnik V.

Il Fondo russo per gli investimenti diretti (RFDI) ha pubblicato il risultato di un sondaggio al quale hanno partecipato oltre 12.000 persone provenienti da 11 Paesi del mondo e relativo al loro atteggiamento complessivo nei confronti della vaccinazione contro il coronavirus e le loro preferenze riguardo alla scelta del preparato da farsi inoculare.

Stando ai risultati dell'inchiesta, il 73% del campione si è detto favorevole a sottoporsi al vaccino per il coronavirus e ben 4 persone su 5 di quelle a conoscenza dell'esistenza del vaccino russo Sputnik V si sono dette disposte a farsi vaccinare con questo preparato.

Un dato, quello relativo al numero maggiore di persone che vorrebbero vaccinarsi tra quelle a conoscenza dello Sputnik V, che dimostra chiaramente l'alto livello di fiducia nei confronti della Russia come produttore di vaccini a livello mondiale.

Dal sondaggio emerge inoltre come gli intervistati mostrino un livello di fiducia maggiore nei confronti dello Sputnik V, che è realizzato su una piattaforma basata sull'adenovirus umano, rispetto alle piattaforme basate sugli adenovirus non umani.

Il sondaggio è stato condotto tra il 9 e il 19 ottobre, quindi prima della pubblicazione dei dati relativi al livello di efficacia pari al 92% del vaccino Sputnik V, dalla britannica YouGov, rinomata nell'ambito delle ricerche di mercato e dell'analisi dei dati,

Ad esso hanno preso parte cittadini provenienti da Arabia Saudita, Brasile, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Filippine, India, Indonesia, Malesia, Messico e Nigeria, Paesi in cui vivono in totale oltre 2,5 miliardi di persone.

Si tratta della prima inchiesta di una certa entità sul tema e la prima in assoluto che ha visto la partecipazione di Paesi mediorientali e del Sud Est asiatico.

I risultati del sondaggio

Il sondaggio effettuato da YouGov ha messo in evidenza i seguenti fatti:

  • la maggioranza assoluta degli intervistati (73%) si è detta favorevole alla vaccinazione contro il coronavirus;
  • tra coloro che sono a conoscenza del vaccino Sputnik V, la percentuale di coloro che sono disposti a vaccinarsi sale ulteriormente (80%);
  • circa la metà dei partecipanti al sondaggio (44%) è a conoscenza del vaccino russo Sputnik V;
  • tra i più informati sono risultati essere gli abitanti di Messico, India, Brasile, Vietnam e Filippine (55-60%);
  • 9 intervistati su 10 tra quelli disposti a vaccinarsi hanno espresso la propria preferenza per i preparati a base di adenovirus umano (la piattaforma dello Sputnik V) rispetto ad altre piattaforme, basate su adenovirus non umani
  • in tutti i Paesi oggetto del sondaggio è stato registrato un alto livello di fiducia nei confronti dei vaccini a base di adenovirus umano;
  • la Russia è il Paese produttore di vaccini a suscitare il più alto livello di fiducia (21%), seguita dagli Stati Uniti (15%) e dalla Cina (13%);
  • Arabia Saudita, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Messico e Vietnam sono i Paesi in cui il livello di fiducia nei confronti della Russia è maggiore.

Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (RFDI), ha espresso soddisfazione per il fatto che la Russia sia risultata essere il Paese maggiormente menzionato e quello con il tasso di fiducia più alto:

"E' importante che i risultati dimostrino che la maggior parte degli intervistati siano disposti a vaccinarsi contro il coronavirus. Gli esiti del sondaggio sottolineano che i cittadini dei più grandi Paesi del mondo hanno un atteggiamento positivo nei confronti del vaccino russo, sono a conoscenza della sua piattaforma tecnologica e dei suoi vantaggi. I partecipanti al sondaggio che erano a conoscenza del vaccino Sputnik V hanno espresso una grande disponibilità alla vaccinazione in seguito alla comprensione del livello di affidabilità, di sicurezza e di efficacia del vaccino russo", sono state le parole di Dmitriev, che ha sottolineato come il RFDI e l'Istituto Gamaleya continueranno il proprio lavoro per rendere il vaccino accessibile a tutto il mondo.
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