18:37 28 Novembre 2020
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Nei giorni scorsi l'ONU aveva avvertito circa il probabile afflusso di profughi dalle zone di conflitto dell'Etiopia settentrionale.

Sono almeno 25.000 le persone in fuga dalle zone di conflitto dell'Etiopia del Nord che stanno cercando rifugio nel vicino Sudan.

A riferirlo è l'agenzia di stampa sudanese Suna, specificando che, alla giornata di sabato, sono stati registrati 24.944 cittadini etiopi negli stati sudanesi Kassala e Al-Qadarif.

Il dato giunge dopo che nei giorni scorsi l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) aveva esortato i paesi vicini all'Etiopia a mantenere i loro confini aperti per far fronte ad una probabile ondata di profughi in fuga dalle zone di guerra dell'Etiopia del Nord.

La scorsa notte tre missili sono stati lanciati dalla regione etiope del Tigré dal governo locale in direzione della capitale dell'Eritrea, Asmara. 

L'attacco ha seguito le minacce lanciate ieri in diretta TV dal Ministro della Difesa tigrino nei confronti dell'Eritrea, accusata di aiutare  il governo federale di Addis Abeba, impegnato in un conflitto interno proprio con le milizie tigrine.

Le operazioni del governo etiope nel Tigré

La scorsa settimana il governo centrale etiope ha accusato il Fronte di Liberazione del Tigrè, il partito al governo nella omonima regione, di aver lanciato un attacco contro una base militare federale, un'accusa negata dal partito. 

In seguito l'esecutivo ha annunciato lo stato di emergenza per il Tigré per un periodo della durata di 6 mesi, avviando un'operazione militare atta a ripristinare "l'ordine costituzionale", denunciando peraltro l'organizzazione di elezioni illegittime da parte del Fronte di Liberazione.




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