18:43 29 Novembre 2020
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In seguito agli incidenti il Trubunale Costituzionale ha condannato la violenza della polizia e il presidente del parlamento ha chiesto la rinuncia di Manuel Merino dall'incarico assunto da cinque giorni.

La sesta giornata di protesta contro la destituzione del governo di Manuel Vizcarra si è concluso con un bilancio di almeno due morti tra i manifestanti e diversi feriti, in seguito ai violenti disordini esplosi con la polizia polizia. 

La prima vittima è un uomo di 25 anni arrivato già cadavere all'ospedale, assieme ad altri tre feriti. Secondo quanto riporta la stampa latiano-americana il decesso è avvenuto in seguito a ferite da arma da fuoco riportate sul viso e nel cranio. 

Poche ore dopo un altra manifestante di 24 anni è deceduto in ospedale dopo essere stato colpita da un proiettile al torace. Secondo quanto riferisce una nota dell'ospedale Grau di Lima, riportata da Infobae, il giovane è stato identificato come Inti Sotero Camargo ed era ancora in vita quando è stato ricoverato, ma è deceduto in seguito alla ferita da arma da fuoco. 

Notte di violenza di piazza

Questo sabato le proteste in corso da sei giorni contro il nuovo governo, guidato dal presidente ad interim Manuel Merino, sono confluite in una grande manifestazione di piazza a Lima, la capitale del Perù. Le violenze sono esplose quando i manifestanti hanno cercato avvicinarsi al palazzo del Congresso nazionale, ma la polizia ha sbarrato la strada per impedire l'irruzione dei dimostranti nel parlamento. 

Gli agenti hanno lanciato bombe lacrimogene per disperdere la folla, ma nonostante l'invito di alcuni manifestanti a mantenere la calma, le tensioni sono aumentate e ha avuto inizio un'escalation di violenza. Secondo quanto riferisce la stampa internazionale, le giornate di protesta di questi giorni sono state le più violente della storia del Paese. Oltre ai gas lacrimogeni, la polizia ha utilizzato proiettili di gomma e altri tipi di armi non identificate. Alcuni giornalisti sarebbero stati aggrediti.  

La condanna del Tribunale Costituzionale

La Corte Costituzionale del Perù (TC) ha condannato la repressione da parte della Polizia Nazionale, dopo la conferma della morte dei due manifestanti, uccisi con colpi da arma da fuoco durante le proteste cittadine contro il nuovo Governo, inediato dopo la rimozione dell'ex presidente, Martín Vizcarra.
"Data la morte di due giovani e molteplici feriti nella marcia odierna [il 14 novembre], la Presidenza della Corte costituzionale esprime il suo profondo rifiuto delle azioni della Polizia nazionale del Perù", ha scritto la più alta corte sul suo account Twitter.

​"Tutti i cittadini e le cittadine hanno il diritto a protestare, alla libertà di espressione e di riunione, tra le altre. La protezione di questi diritti deve essere sempre il fine supremo della società e dello Stato", si prosegue la nota del TC.

Il capo del parlamento chiede le dimissioni di Merino

"Chiedo al signor presidente Manuel Merino che rinunci immediatamente".

Così il vice presidente del Congresso, divenuto presidente facente funzione, Luis Valdez, ha dichiarato in televisione nazionale,  annunciando subito dopo la notizia delle due vittime che domenica 15 novembre convocherà il Consiglio dei portavoce del Parlamento per valutare le dimissioni del capo dello Stato, Manuel Merino.

"Davanti a questi fatti insopportabili, domenica mattina convocherò  il Consiglio dei portavoce dove dovremo valutare non solo le dimissioni del presidente ad interim Merino, ma anche  il modo costituzionale per porre fine immediatamente a questa situazione", ha detto Valdez in TV.
L'impeachment di Vizcarra 

Lunedì i legislatori peruviani hanno votato 105-19 a favore della cacciata di Vizcarra per abuso di potere. È stato accusato di aver ceduto contratti statali controversi durante il periodo in cui era governatore della regione di Mokegua.

Vizcarra ha negato le accuse e non è stato d'accordo con la decisione del Congresso, ma ha detto che lascerà il palazzo presidenziale.

La destituzione di Vizcarra e la nomina del nuovo governo ad interim guidato da Manuel Merino ha dato il via alla protesta dei manifestanti che chiedono le dimissioni del nuovo Capo di Stato. 

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