18:19 28 Novembre 2020
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In un'intervista al corrispondente di Sputnik il comandante in capo delle forze di pace russe ha fatto il punto sulla situazione in essere nella regione del Nagorno-Karabakh.

L'Armenia e l'Azerbaigian stanno adempiendo alle condizioni del cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh e la situazione è in fase di stabilizzazione.

A riferirlo quest'oggi è il comandante del contingente delle forze di pace russe appena dispiegate nella regione contesa Rustam Muradov.

"Gli accordi siglati dai capi dei tre stati, che sono entrat in vigore alla mezzanotte del 10 novembre [le 22.00 in Italia, ndr] vengono implementati in toto. Il maggiore successo riguarda il fatto che è cessato ogni genere di ostilità sulla linea di contatto, oggi non si sono sentiti spari, la situazione si sta lentamente stabilizzando", ha chiarito Muradov.

Il comandante ha quindi precisato che il dispiegamento delle forze di terra russe su tutta la linea di contatto sarà completato entro la giornata di sabato:

"La 15a brigata motorizzata del contingente di pace del Distretto militare centrale [...] oggi completerà il dispiegamento di tutti i punti di osservazione lungo la linea di contatto", ha concluso Muradov.

Tregua nel Nagorno-Karabakh con mediazione russa

In precedenza i leader di Russia, Armenia e Azerbaigian avevano adottato una dichiarazione congiunta sul cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh. Secondo quanto affermato dal presidente russo Vladimir Putin, da martedì 10 novembre è iniziato un cessate il fuoco totale nel Nagorno-Karabakh, l'Azerbaigian e l'Armenia hanno promesso di arrestarsi sulle posizioni occupate e hanno acconsentito ad uno scambio di prigionieri di guerra.

E' stato inoltre stabilito che nel Karabakh sarà schierato un contingente delle forze di pace  della Federazione Russa nel Nagorno-Karabakh costituito da 1.960 militari, 90 veicoli corazzati da trasporto e 380 unità di equipaggiamento militare.

Il premier armeno Nikol Pashinyan ha osservato nella sua dichiarazione su Facebook che questo accordo è stata una decisione estremamente difficile per lui. A sua volta il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev ha definito la firma del documento come una resa dell'Armenia.

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