04:02 29 Novembre 2020
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Secondo un report del New York Times, il numero due di Al Qaeda, Abdullah Ahmed Abdullah, è stato ucciso lo scorso agosto in Iran da due agenti israeliani su ordine di Washington e la sua morte è stata tenuta segreta sino ad ora.

Teheran smentisce la notizia sull'uccisione del numero due di Al Qaeda, Abdullah Ahmed Abdullah, in territorio iraniano e definisce uno "scenario hollywoodiano" il rapporto, diffuso dal New York Times, sulla presunta operazione avvenuta tra il 7 e l'8 agosto scorso e tenuta segreta sinora. Il ministro degli Esteri iraniano nega la presenza nel Paese di terroristi appartenenti all'organizzazione fondata da Osama Bin Laden.

"Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh rifiuta fermamente la presenza di qualsiasi membro di questo gruppo in Iran e raccomanda che i media americani non seguano gli scenari hollywoodiani delle autorità americane e sioniste", ha affermato il ministero in una nota ufficiale.

​"Di tanto in tanto, Washington e Tel Aviv cercano di legare l'Iran a tali gruppi mentendo e divulgando sui media false informazioni, al fine di evitare la responsabilità delle attività criminali di questo gruppo e di altri gruppi terroristici nella regione", ha aggiunto il ministero. 

Il portavoce del ministero ha definito "una menzogna" i rapporti sul presunto assassinio, sostenendo che "tali accuse sono mosse nel contesto di una guerra economica, di intelligence e psicologica globale contro il popolo iraniano". "I media non dovrebbero essere una piattaforma per diffondere le menzogne ​​intenzionali della Casa Bianca contro l'Iran", ha detto il funzionario, come citato dalla Tasnim News Agency.

Khatibzadeh ha anche affermato che Al-Qaeda è stata "un frutto dell'errata politica americana e dei suoi alleati nella regione", pur affermando che con rapporti come quello pubblicato, Stati Uniti e Israele stanno tentando di sottrarsi alla responsabilità per l'attività "criminale" di "questo e altri gruppi terroristici".

Il report del NYT

Nelle scorse ore il NYT, in un'esclusiva, ha riferito della morte di Abdullah Ahmed Abdullah, conosciuto anche come Abu Muhammad al-Masri, ritenuto il secondo uomo al vertice dell'organizzazione terroristica Al Qaeda e responsabile di due attentati alle sedi delle Usa in Kenya e Tanzania, avvenuti nel 1998 con 224 vittime. 

Secondo il report Abdullah è stato raggiunto da due agenti israeliani in Iran e ucciso su ordine di Washington tre mesi fa, con un blitz avvenuto tra le strade di Teheran il 7 agosto quando i due sicari hanno aperto il fuoco su un gruppo di persone formato dallo stesso Abdullah, sua figlia Miriam e la vedova di Hamza Bin Laden, il figlio dell'ex capo di Al Qaeda.Il NYT afferma che vive nel distretto Pasdaran di Teheran almeno dal 2015.

Il rapporto non è stato immediatamente confermato o scartato dalla Casa Bianca, poiché il possibile coinvolgimento degli Stati Uniti nella presunta operazione rimane oggetto di congetture.

Tags:
USA, Al Qaeda, Teheran, Iran
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