03:46 04 Dicembre 2020
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Dallo scorso 4 di novembre l'esercito del governo federale sta conducendo delle operazioni militari nella regione del Tigré.

Continuano le tensioni nel Nord dell'Etiopia, dove lo scorso 4 novembre il governo federale ha avviato un'imponente operazione militare contro l'esecutivo della regione del Tigré.

Nelle scorse ora due esplosioni, seguite da scontri a fuoco, sono state udite nelle città di Bahir Dar e Gondar, nello stato di Amhara, adiacente al Tigrè.

Secondo quanto riferito dall'agenzia turca Anadolu, che non ha diffuso ulteriori dettagli relativi all'incidente, la situazione in ambedue i centri urbani sarebbe tornata immediatamente alla normalità.

Le operazioni del governo etiope nel Tigré.

La scorsa settimana il governo centrale etiope ha accusato il Fronte di Liberazione del Tigrè, il partito al governo nella omonima regione, di aver lanciato un attacco contro una base militare federale, un'accusa negata dal partito. 

In seguito l'esecutivo ha annunciato lo stato di emergenza per il Tigré per un periodo della durata di 6 mesi, avviando un'operazione militare atta a ripristinare "l'ordine costituzionale", denunciando peraltro l'organizzazione di elezioni illegittime da parte del Fronte di Liberazione.

La questione umanitaria

Nella regione a preoccupare è poi la situazione umanitaria: sono almeno 11.000 gli etiopi che hanno attraversato il confine occidentale con il vicino Sudan. Il numero, che è "probabile che aumenti rapidamente", ha avvertito l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), esortando i paesi vicini a mantenere i loro confini aperti.

L'agenzia delle Nazioni Unite ha anche espresso preoccupazione per gli oltre 96.000 eritrei che vivono in quattro campi profughi nella regione, così come per gli operatori umanitari sul campo. “Le strade sono bloccate, l'elettricità, i telefoni e Internet non funzionano, il che rende la comunicazione quasi impossibile. C'è una carenza di carburante, i servizi bancari sono stati interrotti, il che ha portato a una carenza di denaro", ha detto l'UNHCR.

 

 

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