21:26 03 Dicembre 2020
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Ma il suo nome figura ancora nella lista dei 'most wanted' dell'FBI, dove figurano i maggiori ricercati a livello internazionale.

Abdullah Ahmed Abdullah, il numero due a livello mondiale dell'organizzazione terroristica Al Qaeda, è stato ucciso in Iran tre mesi fa da due agenti israeliani per conto degli Stati Uniti d'America.

A riferire la notizia con un'esclusiva è il New York Times, spiegando che non è ben chiaro il ruolo svolto direttamente da Washington nello svolgimento dell'operazione.

Il blitz è avvenuto per le strade di Teheran il 7 agosto scorso, quando i due sicari hanno aperto il fuoco su un gruppo di persone formato dallo stesso Abdullah, sua figlia Miriam e la vedova di Hamza Bin Laden, il figlio dell'ex capo di Al Qaeda

 

Il giallo sull'uccisione

Nonostante quanto riportato nel reportage del New York Times, attualmente il nome di al-Masri figura ancora nella lista dei maggiori ricercati degli Stati Uniti d'America.

Non è al momento chiaro il motivo per il quale la sua neutralizzazione non sia ancora stata confermata da nessuna fonte ufficiale interna al governo degli Stati Uniti d'America, del Pentagono o dell'FBI.

Chi era Abdullah Ahmed Abdullah

Abdullah, conosciuto con il nome di battaglia di Abu Muhammad al-Masri, era stato l'ideatore di diversi attacchi terroristici, tra cui quelli portati contro diverse ambasciate americane in Africa.

I più efferati avevano colpito le strutture diplomatiche statunitensi in Kenya e Tanzania, uccidendo un totale di 224 persone e ferendone centinaia. Sulla sua testa pendeva una taglia da 10 milioni di dollari, che l'FBI avrebbe pagato a chiunque avesse fornito informazioni utili per arrivare alla sua cattura.

Tra i fondatori del gruppo terroristico Al Qaeda, in molti erano certi che sarebbe diventato leader del gruppo terroristico alla morte di Osama Bin Laden, avvenuta il 2 maggio 2011. In realtà, tale ruolo fu assunto da Ayman al-Zawahri, che è considerato il capo assoluto di Al Qaeda anche al giorno d'ogi.

 

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