16:20 24 Novembre 2020
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L'entourage di Donald Trump ritiene che non accetterà mai una sconfitta, anche dopo che i risultati saranno certificati negli Stati contesi. Lo stesso Trump ha anche affermato che non riconoscerà i risultati delle elezioni a meno che non sia lui a vincerle.

"Non aspettatevi che si arrenda. È più probabile che dica qualcosa del tipo, 'Non possiamo fidarci dei risultati, ma non li impugnerò'", dice un consulente, citato dal canale NBC.

Un altro consigliere pensa che dopo le battaglie legali e i riconteggi, il massimo che il presidente possa concedere è che "riconoscerà i risultati e che non sapremo mai quanto siano accurati".

Nel frattempo monta una crescente "vergogna" così come "incertezza, dubbio e confusione" all'interno della Casa Bianca in merito al rifiuto del presidente di riconoscere la sconfitta e andare avanti.

E se Trump non vuole andarsene?

Ma cosa succederebbe se Trump si rifiutasse di lasciare la Casa Bianca? Questo non è mai successo nella storia degli Stati Uniti, quindi è difficile saperlo con certezza. Tuttavia i politologi e gli storici intervistati da WordsSideKick.com sono sicuri che ciò non potrebbe verificarsi.

Anche se non sarà d'accordo con i risultati, sarà quasi certamente espulso dalla Casa Bianca secondo Robert Shapiro, professore ed ex direttore ad interim dell'Istituto per la politica e la ricerca sociale ed economica alla Columbia University.

Trump ha ripetutamente e pubblicamente affermato che spera di vincere le elezioni attraverso battaglie legali piuttosto che tramite la vittoria alle urne. Sebbene non sia qualcosa di completamente inedito, non si tratta di una situazione normale, sottolinea il portale.

Per esempio nelle elezioni presidenziali del 2000, il governatore del Texas, George W. Bush, sconfisse il vicepresidente Al Gore non avendo chiaramente la maggioranza dei voti, ma conducendo battaglie giudiziarie in modo più efficace a seguito di un risultato incerto in Florida.

Tuttavia la situazione ora è diversa rispetto a 20 anni fa. Se Trump si presenterà alla Corte Suprema per vincere le elezioni, lo farà da presidente in carica. Ed è stato lui a nominare personalmente tre dei nove giudici che potrebbero decidere il caso.

"Nelle elezioni del 2000 la Florida è stata colta di sorpresa. Nessuno sapeva che cosa sarebbe successo. Ora tutti sanno cosa succederà", spiega Shapiro.

Inoltre la burocrazia relativa alle elezioni e il processo di conteggio dei voti sono fuori dalla portata di Trump. In termini legali c'è poco che lui possa fare per rimanere al potere, riporta sempre WordsSideKick.com.

"Qualcuno accetta il giuramento [di Biden] come presidente. Potrebbe essere il presidente della Corte Suprema. Potrebbe essere sua nonna. A mezzogiorno del 20 gennaio è il Presidente degli Stati Uniti. I servizi segreti fanno così capo a lui", sottolinea Shapiro.

Quindi, spiega l'esperto, il democratico entra alla Casa Bianca mentre i servizi segreti scortano fuori l'attuale inquilino.

"È quello che succede. Tutto il personale civile del governo, ogni dipendente degli Stati Uniti fa capo a Joe Biden da qui in poi", conclude Shapiro.

Vale comunque la pena sottolineare che, sebbene si sia rifiutato di impegnarsi per un trasferimento pacifico del potere, Trump non ha mai detto esplicitamente che avrebbe respinto i risultati delle elezioni. Secondo lo storico della Boston University Bruce Schulman, nessun presidente nella storia americana ha nemmeno accennato a questa possibilità.

"Non esiste un precedente o qualcosa del genere", ha detto Schulman a WordsSideKick.com.

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