08:21 02 Dicembre 2020
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I risultati delle elezioni in Pennsylvania stati contestati da Trump, che cita, come motivazione, brogli elettorali e una mancata supervisione da parte degli osservatori repubblicani. Alcuni addetti ai lavori dell'USPS hanno rivendicato casi di manomissione del voto e pregiudizi politici provenienti dai loro capi.

Un dipendente anonimo del servizio postale degli Stati Uniti (USPS) della filiale della Pennsylvania ha detto al fondatore di Project Veritas James O'Keefe che a lui e ai suoi colleghi è stato detto che "l'unica posta politica che verrà consegnata d'ora in poi sarà quella del vincitore".

"In questo caso, Joe Biden", ha detto la fonte di un ufficio a Elkins Park in una video intervista.

"Altre plichi politici provenienti da altre fonti e mittenti sarebbero stati cestinati come posta aziendale in blocco non recapitabile o UVM", ha spiegato l'uomo, la cui identità è rimasta distorta per motivi di sicurezza.

Secondo l'informatore, UVM era "essenzialmente a un passo dalla spazzatura".
"Tutta la posta politica per Biden doveva essere trattata come di prima classe e consegnata il giorno in cui era stata ricevuta", ha dichiarato l'uomo.

Ha detto che l'ordine è stato dato a lui e a un altro gruppo di circa 30 persone dal suo supervisore Walter Lee lunedì. Secondo lo staff, era disposto a prestare giuramento con la sua dichiarazione se gli fosse stato richiesto.

Il lavoratore ha aggiunto che non crede che il servizio postale debba essere impegnato in interferenze politiche con istruzioni del genere.

Secondo O’Keefe, questo è stato il terzo insider dell'USPS della Pennsylvania a denunciare i brogli elettorali nell'ultima settimana.

"C'è qualcosa che sta succedendo nell'USPS e dobbiamo andare a fondo immediatamente", il giornalista e attivista ha commentato le nuove affermazioni.

Accuse di manomissione del conteggio dei voti

Mentre i risultati del conteggio delle schede elettorali per corrispondenza negli swing state hanno continuato a essere investigati e contestati legalmente dalla campagna di Trump, diversi addetti ai lavori dell'USPS si sono fatti avanti con accuse secondo cui era stato detto loro di contrassegnare a mano le schede in ritardo con la data del 3 novembre, affinché fossero state considerate valide.

Le affermazioni sono state fatte prima da un lavoratore anonimo della filiale di Barlow nel Michigan e poi ripetute da Richard Hopkins, suo collega della filiale di Erie in Pennsylvania.

Hopkins ha reso pubbliche le sue accuse di manomissione del voto la scorsa settimana, ma le ha ritrattate in un'intervista con gli investigatori dell'ispettore generale dell'USPS. Il Washington Post ha successivamente riferito che l'uomo aveva ammesso di aver inventato le affermazioni.

Tuttavia, Hopkins ha detto questa settimana a Project Veritas che "non è quello che è successo", citando "coercizione" da parte di agenti federali, mentre esortava il Washington Post a "ritrattare" il loro rapporto su di lui che tornava sulle sue accuse.

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