08:01 02 Dicembre 2020
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La società aerospaziale di difesa russa Almaz-Antey ha smentito in una nota a Sputnik le dichiarazioni della Procura olandese, secondo cui l'impresa non avrebbe inviato una risposta per nominare i periti nell'ambito delle indagini sul boeing malese precipitato in Ucraina orientale nel 2014.

"Almaz-Antey smentisce la dichiarazione della Procura olandese secondo cui la società non ha inviato una risposta nell'ambito delle indagini sull'incidente del luglio 2014 del volo MH17. Il 4 settembre è stata inviata un'e-mail al giudice istruttore in Olanda in risposta alla richiesta di assistenza legale con informazioni sulla nomina dei nostri esperti investigativi e il 21 settembre è stata ricevuta una conferma dal giudice istruttore in merito al ricevimento della nostra lettera e all'instaurazione dei contatti", afferma l'impresa russa.

Almaz-Antey ha sottolineato che entrambe queste lettere sono in possesso della società.

Durante le udienze odierne sul disastro aereo del boeing malese, il procuratore olandese Manon Ridderbecks ha affermato che il giudice istruttore non aveva ancora nominato i periti di Almaz-Antey per il supplemento di indagini sul caso MH17, poiché la parte russa non aveva risposto alla sua richiesta.

Il processo per l'incidente del volo MH17 è iniziato in Olanda il 9 marzo scorso. Quattro sono gli imputati: Igor Girkin, Sergey Dubinsky, Oleg Pulatov e l'ucraino Leonid Kharchenko. Pulatov è difeso al processo da un team internazionale composto da due avvocati olandesi e uno russo. Gli altri accusati sono processati in contumacia.

Il boeing malese del volo MH17, partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur, si è schiantato il 17 luglio 2014 nei pressi di Donetsk. A bordo c'erano 298 persone, tutte morte. Kiev ha incolpato i combattenti indipendentisti per l'incidente; a loro volta i ribelli del Donbass hanno respinto le accuse sostenendo di non aver i mezzi per abbattere un aereo ad una quota del genere.
Il Gruppo Investigativo Congiunto (Joint Investigation Group, JIT - ndr), sotto la guida della Procura generale olandese senza la partecipazione della Russia, sta indagando sulle circostanze dell'incidente, ha già presentato i risultati provvisori. L'inchiesta afferma che il boeing sarebbe stato abbattuto dal sistema missilistico antiaereo Buk appartenente alla 53a brigata missilistica antiaerea delle forze armate russe di Kursk.

Secondo quanto riferito dal ​​vice procuratore generale russo Nikolay Vinnichenko a Sputnik, la parte russa ha comunicato alle autorità olandesi competenti non solo i dati dei radar russi, ma anche la documentazione che dimostra che il sistema missilistico Buk che ha colpito il boeing apparteneva all'Ucraina ed è stato lanciato dal territorio controllato da Kiev, tuttavia l'informazione è stata ignorata dagli investigatori. Allo stesso tempo il primo giorno dell'apertura del processo in tribunale l'accusa ha ammesso di aver ricevuto e di analizzare i dati della Procura russa.

Il ministero degli Esteri russo ha affermato che le accuse del JIT sul coinvolgimento della Russia nell'incidente del Boeing malese sono infondate e deplorevoli e le indagini condotte sono faziose e prevenute. Il presidente Vladimir Putin ha osservato che alla Russia viene negato il coinvolgimento nelle indagini internazionali sull'incidente aereo avvenuto in Ucraina orientale e Mosca può riconoscere i risultati delle indagini solo se vi partecipa pienamente. Tutti i missili con il propulsore che avrebbe dimostrato la commissione olandese d'inchiesta, sono stati ritirati dopo il 2011, ha fatto sapere il ministero della Difesa russo. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha più volte affermato che Mosca respinge categoricamente le accuse relative al coinvolgimento nello schianto del Boeing malese.

Tags:
Sciagura Boeing MH17, Giustizia, Almaz-Antey, Russia, Olanda
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