22:23 03 Dicembre 2020
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In Germania il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, intervistato da una radio locale, ha escluso eventi con più di 10-15 persone per le prossime festività natalizie. Ieri anche l'infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, aveva avvertito: "Dimentichiamoci i cenoni".

Non sarà un Natale come gli altri quello che si avvicina mentre la seconda ondata dell’epidemia di Covid continua a tenere sotto scacco l’Europa.

“Non potranno esserci eventi con più di dieci o quindici persone quest’inverno”, ha detto oggi il ministro della Salute tedesco Jens Spahn, anche lui risultato positivo al virus a fine ottobre.

Dopo il “lockdown soft” imposto nel Paese lo scorso due novembre la curva dei contagi, secondo i dati dell’Istituto Robert Koch, sembra aver iniziato una lieve discesa. “Questo non significa che si potrà ripartire come se nulla fosse da dicembre o gennaio e che potremmo celebrare feste di matrimonio o di Natale”, ha avvertito il ministro intervistato dall’emittente RBB Inforadio.

Insomma, i tedeschi dovranno prepararsi ad un “lungo inverno” nonostante le misure restrittive stiano dando i primi frutti. Martedì i nuovi casi in Germania sono stati 21,866. Un numero inferiore a quello record di 23,399 nuovi casi registrati nella giornata di sabato, ma pur sempre superiore di 2mila unità a quello di martedì scorso.

“La curva si sta appiattendo, ma non possiamo ancora dire se questo trend si consoliderà o meno”, ha detto il capo dell’Istituto che monitora l’andamento dell’epidemia in Germania, Lothar Wieler, citato dall’Associated Press, mostrando un “cauto ottimismo”. Come è troppo presto per dire se le misure entrate in vigore all’inizio del mese siano state efficaci o meno.

Per ora, nel Paese di Angela Merkel, gli ospedali sono ancora sotto stress, con l’età media dei contagiati che si è alzata, portando a 3.127 il numero dei pazienti Covid in terapia intensiva: il doppio rispetto a due settimane fa. “Dobbiamo prepararci ad un peggioramento della situazione nelle prossime settimane”, ha quindi aggiunto il direttore del Robert Koch.

In almeno metà degli ospedali tedeschi, sempre secondo il quadro tracciato dallo stesso istituto, la disponibilità di ventilatori polmonari è limitata proprio a causa dell’elevato afflusso di pazienti Covid.

In queste ore anche in Italia il primario delle Malattie Infettive all’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, prevede festività natalizie sotto tono. “Dimentichiamoci fin da ora cenoni familiari e veglioni di capodanno”, ha detto ieri intervistato dal Tg4. Insomma, anche se non ci fosse un lockdown generalizzato, per l’esperto milanese, bisognerà comunque non commettere l’errore della scorsa estate. Un errore che, ha aggiunto Galli, “ha portato al risultato che il virus ha fatto festa insieme agli italiani".

Qualche settimana fa anche il virologo dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, aveva invocato un lockdown durante le feste di Natale per evitare un nuovo balzo in avanti nella diffusione del virus. Insomma, secondo le previsioni degli esperti, potremmo essere solo all'inizio di una nuova emergenza.

Per questo anche il governo italiano, come ha anticipato nei giorni scorsi la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, sta studiando un provvedimento per evitare assembramenti nelle abitazioni durante le vacanze natalizie per scongiurare un nuovo aumento delle infezioni. Un provvedimento che rischia di avere un impatto pesante sui consumi. Il mese scorso, infatti, il Censis aveva stimato in 25 miliardi di euro i danni di un eventuale Natale in lockdown.

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