22:31 03 Dicembre 2020
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (125)
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Un rappresentante del partito di opposizione armeno "Dashnaktsutyun" (Federazione rivoluzionaria armena) ha annunciato in una manifestazione a Yerevan la creazione di un Comitato di salvezza nazionale. Per il secondo giorno l'opposizione chiede le dimissioni del premier Nikol Pashinyan, che ha firmato l’accordo di pace con Baku.

Ieri, il comandante del distaccamento di volontari ‘Arabo’, Manvel Yeghiazaryan, aveva invitato i deputati a venire in parlamento e avviare in modo civile il processo di de-ratificazione di questo documento.

È stato anche riferito che il partito di opposizione "Rifiorita Armenia" sta raccogliendo firme per convocare una sessione straordinaria del parlamento per annullare la partecipazione di Yerevan ai nuovi accordi sul Karabakh.

Il conflitto in Nagorno-Karabakh è in corso dal 1988, nel settembre 2020 la situazione si è aggravata: Armenia e Azerbaigian si sono accusate a vicenda di scatenare ostilità. Tutti i partecipanti hanno annunciato una mobilitazione totale o parziale e sono iniziati i combattimenti.

In un mese e mezzo, le parti hanno compiuto tre tentativi falliti di cessare il fuoco. Nella notte del 10 novembre Russia, Azerbaigian e Armenia hanno firmato il quarto documento. Il nuovo accordo impone alle forze militari azere a armene di cessare le ostilità, fermarsi alle posizioni occupate e scambiarsi i prigionieri. L'Armenia deve restituire a Baku le regioni di Kelbajar, Lachin e Aghdam. Inoltre, le forze di pace russe saranno di stanza in Karabakh.

A Baku l'accordo è stato definito come la resa di Yerevan. Il primo ministro armeno Pashinyan ha affermato che questa decisione è stata estremamente difficile per lui. Le proteste sono iniziate nella capitale armena, i manifestanti hanno assaltato diversi edifici governativi.

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