16:31 24 Novembre 2020
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Il candidato presidenziale democratico Joe Biden ha assunto un piccolo margine di vantaggio nello stato della Georgia grazie ai voti per corrispondenza e ciò potrebbe portare lo staff di Donald Trump a chiedere di non conteggiare i voti sospetti.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la sua vittoria dopo che il governatore della Georgia Brian Kemp ha insistito sul fatto che i voti elettorali "legalmente espressi" sarebbero stati conteggiati nello Stato-chiave.

Trump ha condiviso il tweet di lunedì di Kemp con il commento "Ho vinto" in riferimento alla Georgia, dove il candidato democratico Joe Biden ha conquistato un sottile vantaggio di 12 mila voti sulla base di un gran numero di controverse schede elettorali giunte per corrispondenza.

​L'apparente vantaggio di Biden è del solo lo 0,2%, con il conteggio dei voti ancora in corso una settimana dopo il giorno delle elezioni, ben al di sotto della soglia dello 0,5% che in Georgia permetterebbe un riconteggio finanziato dai contribuenti, per mezzo del quale agli osservatori di tutti i partiti sarebbe consentito esaminare le schede elettorali e sollevare obiezioni a qualsiasi ritenere sospetto.

E i commenti di Kemp sollevano la prospettiva di un revisione delle elezioni in Georgia, mirata alla ricerca delle schede fraudolente che secondo il quartier generale di Trump hanno invertito l'ampio vantaggio anticipato da quest'ultimo nella notte delle elezioni.

I riconteggi negli Stati continuano

Lunedì scorso Trump ha espresso ottimismo sul fatto che avrebbe preso il Wisconsin, con 10 voti del collegio elettorale, dove Biden è attualmente in testa con un margine di 20 mila voti, pari allo 0,7%. Trump ha scritto in modo criptico su Twitter che occorreva più tempo "secondo la legge".

​La legge del Wisconsin prevede che i candidati presidenziali un giorno dopo il completamento del primo conteggio possano richiederne uno nuovo, da completare entro 13 giorni. Il governatore del Wisconsin Tony Evers è un democratico, ma la legislatura statale è saldamente sotto il controllo repubblicano.

Sabato la legislatura dello Stato del Michigan ha emesso citazioni in giudizio per i funzionari delle elezioni statali per testimoniare sul processo che ha visto Biden strappare un altro piccolo vantaggio su Trump, potenzialmente cruciale per il risultato delle elezioni. Il governatore del Michigan è la democratica Gretchen Whitmer, la quale ha affermato che Trump ha invocato un complotto per rapirla sventato dalle autorità federali.

Il leader della minoranza democratica della Camera dello Stato del Michigan, Christine Greig, ha definito la mossa una "trovata politica progettata per minare la fiducia nel nostro processo elettorale e privare del diritto di voto gli elettori che hanno votato legalmente in numero record".

I legislatori statali devono decidere entro il 14 dicembre per quale lista di candidati nominati dal partito si può votare nel collegio elettorale che decide la presidenza. A ogni Stato viene assegnato un numero di elettori pari al numero di rappresentanti del Congresso più i due senatori per ogni Stato, una cifra che va da tre per gli stati meno popolosi a 55 per la California.

I repubblicani detengono anche il governatorato e la legislatura statale in Arizona, un altro Stato-chiave altalenante in cui Biden è leader di un soffio.

Dal momento che non tutti gli Stati penalizzano gli elettori per aver votato contro il loro mandato popolare, se non con una semplice multa, potrebbero esserci in serbo altre sorprese.

I sostenitori di Trump marceranno su Washington e sulle capitali degli Stati questo sabato, in quella che chiamano "Million MAGA March", acronimo mutuato dallo slogan di Trump "Make America Great Again".

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