17:50 25 Novembre 2020
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (121)
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Le dichiarazioni dell'Eliseo seguono una serie di accesi scambi tra il presidente francese Emmanuel Macron e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan, anche sulla questione dell'enclave etnica armena del Nagorno-Karabakh e sulle minacce del terrorismo islamista.

La Francia insiste sul fatto che la Turchia dovrebbe porre fine a qualsiasi tipo di provocazione riguardo al conflitto armeno-azero nella repubblica non riconosciuta del Nagorno-Karabakh, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, e che Ankara dovrebbe assicurarsi che un futuro accordo non venga compromesso.

L'Eliseo ha aggiunto che analizzando i dettagli dell'accordo di tregua nell'area del Nagorno-Karabakh, appena concluso, ha osservato che qualsiasi accordo duraturo nella regione per lo più popolata da armeni dovrebbe con tutti i mezzi prendere in considerazione e "preservare" gli interessi di Yerevan. Inoltre il capo di stato francese, ha osservato che negli ultimi tempi più di una volta ha incrociato le spade con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan su una serie di questioni, tra cui il Nagorno-Karabakh, l'Islam radicale, nonché i conflitti in Siria e Libia.

Il cessate il fuoco in Nagorno-Karabakh

Lunedì, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, il presidente azero Ilham Aliyev e il suo omologo russo Vladimir Putin hanno firmato una dichiarazione congiunta per porre fine ai sanguinosi scontri militari nella regione del Nagorno-Karabakh, ripresi dopo anni di silenzio il 27 settembre.

L'accordo è entrato in vigore alle 21:00 dell'orario di Greenwich (22 in Italia) del 9 novembre. Il cessate il fuoco sarà osservato da 1.960 forze di pace russe e da un centro appositamente istituito per il controllo del cessate il fuoco. Le forze di pace russe saranno schierate lungo la linea di contatto nella regione del Nagorno-Karabakh e lungo il corridoio di Lachin. Le parti della controversia rimangono nelle posizioni che occupano attualmente, ma l'Armenia deve consegnare i territori di Agdam e del distretto di Calbajar nel Karabakh orientale e il distretto di Lachin nell'ovest della regione entro determinate scadenze, con l'ultima prevista per 1 Dicembre 2020.

Con l'aggravarsi della situazione nel Nagorno-Karabakh, Yerevan e Baku si sono accusati a vicenda di provocare intenzionalmente scontri militari. L'Azerbaigian ha affermato che le forze armate armene avevano bombardato gli insediamenti sulla linea di contatto nella zona e Yerevan, che sostiene l'enclave separatista, ha detto che l'area era stata sottoposta ad attacchi dalle posizioni azere.

Il ministero della Difesa armeno ha ripetutamente affermato che più aerei turchi hanno preso parte al conflitto sul lato di Baku, con F-16 turchi che supportano jet e droni azeri durante gli attacchi contro le truppe armene e le basi militari. Ankara aveva infatti sottolineato di essere pronta a sostenere Baku "sia nei negoziati che in combattimento", suggerendo che un attacco all'Azerbaigian equivale a un'offensiva contro la sua alleata Turchia.

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Nagorno-Karabakh, Situazione nel Nagorno-Karabakh, Turchia, Francia
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