03:12 04 Dicembre 2020
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Tra gli ospiti che assisteranno alla cerimonia di insediamento attesi il presidente argentino Alberto Fernandez, i ministri degli Esteri di Iran, Javad Zarif, e Venezuela, Jorge Arreaza. Assenti invece, la presidente uscente, Jeanine Añez, Evo Morales, già rientrato nel Paese, e Nicolas Maduro.

Si conclude l'esperienza di Jeanine Añez alla guida della Bolivia, che dopo un anno esatto torna nelle mani di un socialista, già ministro sotto il mandato del presidente storico, Evo Morales. Luis "Lucho" Arce si insedierà oggi come presidente della Bolivia con una lunga cerimonia che si terrà tra le due aule del Parlamento e la Casa Grande del Pueblo di La Paz. 

L'esito delle elezioni presidenziali tenute il 18 ottobre non ha lasciato adito ad alcun dubbio. "Lucho" ha ottenuto il 55% dei voti, segnando un vantaggio di 20 punti dal rivale Carlos Mesa, del partito di destra Comunidad Ciudadania, e riportando il Movimento per il Socialismo (Mas), al potere, dopo la breve parentesi di destra che ha seguito le dimissioni di Evo Morales. 

La cerimonia di insediamento sarà segnata da grandi assenti. La prima a dare forfait è proprio la presidente ad interim, Jeanine Añez, che ieri ha fatto sapere che non sarà presente durante il passaggio di potere. Il Parlamento di Bolivia ha chiesto nei confronti della Añez l'apertura di due procedimenti giudiziari per la morte di decine di manifestanti durante alcuni disordini scoppiati dopo la sua auto-proclamazione. 

L'altro grande assente sarà Evo Moralez, che rientrerà domani in Bolivia dall'Argentina e dal suo account twitter ha comunicato che non parteciperà alla cerimonia. 

"Ringrazio per l'invito dei Presidenti delle Camere dell'Assemblea Legislativa a partecipare alla cerimonia di insediamento di Lucho. Purtroppo per motivi di pubblica conoscenza non potrò partecipare, ma vi accompagnerò a distanza", scrive l'ex presidente. 

Tra i capi di Stato spicca la presenza di Alberto Fernandez, a marcare l'amicizia tra Argentina e Bolivia, quanto l'assenza di Nicolas Maduro, presidente del Venezuela. Parteciperà invece Jorge Arreaza, il ministro degli Esteri del governo della Repubblica Bolivariana, una presenza che segna una riconciliazione dei rapporti fra i due Paesi, interrotti dopo la salita al potere della Añez.

Cade nel vuoto, di conseguenza, l'invito a Juan Guaidó, invitato dalla ormai presidente ad interim che non ha mai riconosciuto Maduro come legittimo presidente del Venezuela. 

Infine parteciperà all'insediamento Javad Zarif, ministro degli Esteri dell'Iran, che punta a espandere i rapporti e rafforzare la cooperazione con la Bolivia, dopo aver consolidato le relazioni strategiche e commerciali con il Venezuela, dove nei mesi scorsi ha inviato alcune navi cisterna piene di carburante per sfidare il blocco degli Stati Uniti. 

La vittoria di Arce 

Luis Alberto Arce Catacora è stato eletto il nuovo presidente della Bolivia il 23 ottobre scorso, dopo essersi assicurato la vittoria nelle elezioni con il 55% dei voti. Ad annunciare la sua vittoria è stata la Commissione elettorale del Paese. Il suo avversario principale, l'ex presidente Carlos Mesa, ha invece ottenuto soltanto il 31.5% dei voti, stando ai risultati preliminari diffusi dalla commissione.

Arce era il candidato del Movimento per il Socialismo (MAS) il partito guidato dall'ex capo di stato Evo Morales, che nel 2019 era stato costretto all'esilio in seguito alle proteste scoppiate nel Paese, con cui si è inaugurata una stagione di crisi politico-sociale, con grandi manifestazioni, scontri e decine di vittime tra i manifestanti. 
La crisi politica in Bolivia ha avuto inizio in concomitanza con le elezioni dell'ottobre 2019, che hanno visto la rielezione di Evo Morales, hanno scatenato proteste di massa nel paese, portando alle dimissioni della maggior parte degli alti funzionari della Bolivia e all'esilio del capo di stato.

 

Tags:
Evo Morales, elezioni, Bolivia
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