02:55 04 Dicembre 2020
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Il ministro degli Interni francese, Gérald Darmanin, si è recato in Tunisia per concordare i termini dei rimpatri dei cittadini legati al terrorismo. Ieri sono avvenuti i colloqui con l'omologa italiana, Luciana Lamorgese, nei quali è stato definito un piano condiviso italo-francese per il controllo dei confini e dei flussi migratori.

Nella sua visita di venerdì 6 novembre, il ministro francese Darmanin ha presentato al governo di Tunisi una lista contenente i nomi di una ventina di cittadini tunisini, attualmente presenti in Francia in situazione di irregolarità e sospettati di essere radicalizzati. Parigi emetterà un decreto di espulsione nei loro confronti e la Tunisia si dice pronta ad accogliere "ciascuno" di loro. Ma rispettando i regolamenti internazionali

In conferenza stampa, il ministro dell'Interno tunisino Taoufik Charfeddine ha dichiarato che le autorità nazionali sono "pronte a ricevere qualsiasi tunisino", ma "ciò dovrà avvenire alle condizioni e alle regole" previste dal diritto internazionale e "preservando la dignità" di questi individui.

La presidenza tunisina, dopo l'incontro tra il signor Darmanin e il presidente Kaïs Saïed, ha anche indicato che le autorità "cercheranno di trovare una soluzione" per rimuovere gli eventuali ostacoli alle espulsioni. 

Il piano condiviso con l'Italia

L'Italia sarà un partner strategico della Francia nel contrasto al terrorismo islamico. Come annunciato ieri dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, dopo i colloqui con Darmarin, è stato messo a punto un piano condiviso sperimentale per rafforzare la cooperazione tra i due Paesi nella lotta contro il terrorismo e una road map europea per le riammissioni negli Stati di provenienza. 

Italia e Francia utilizzeranno delle brigate miste per presidiare i confini nei monitoraggi contro il terrorismo, che diventeranno operative in tempi brevi e resteranno attive per un periodo di almeno sei mesi. 

Al centro dei colloqui si è posto il tema degli sbarchi dalla Tunisia e una strategia europea per i rimpatri. Il piano condiviso dalla Francia prevede navi e aerei italiani in acque internazionali davanti alla Tunisia. In questo modo si potrà avvertire “la Tunisia delle partenze - ha spiegato Lamorgese - affinché le autorità possano, nella loro totale autonomia, intervenire. ovviamente questo piano presuppone la piena adesione della Tunisia".  

Si dovrà inoltre agire sul piano dei rimpatri dei migranti già presenti sul territorio, privi di diritto alla permanenza. L'ipotesi è quella di una road map europea per le riammissioni che "negozi accordi di riammissione con i Paesi africani che al momento non sono attivati: ne abbiamo già parlato congiuntamente con i commissari europei".

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Migranti, Tunisia, Italia, Francia
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