18:54 25 Novembre 2020
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L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente contesta la decisione di abbattere 15-17 milioni di visoni d'allevamento dopo la segnalazione della nuova variante del coronavirus, mutato nei mammiferi, che provoca una scarsa risposta immunitaria all'infezione.

In settimana le autorità danesi hanno riferito la mutazione del coronavirus nei visoni. La versione mutata del virus è nota per l'indebolimento della risposta immunitaria.

Ad avviso del primo ministro Mette Frederiksen, sussiste il rischio che "i futuri vaccini contro il coronavirus possano non funzionare come dovrebbero".

In tale contesto le autorità del Paese hanno deciso di abbattere tutti i visoni d'allevamento presenti nelle fattorie danesi.

Come riportato dal giornale Ekstra Bladet, dall'inizio dell'estate a metà ottobre il coronavirus mutato nei visoni è stato rilevato in 214 persone nel nord della Danimarca.

L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente ha espresso il proprio dissenso alla decisione di sopprimere gli animali, che secondo il governo danese risultano essere responsabili di infezione delle persone con il virus mutato.

In una lettera all'ambasciatore danese l'AIDAA contesta la decisione del governo del Paese come "unilaterale e per la inutile strage di visoni decisa senza alcun certo fondamento scientifico".

"Del resto, non è questa la prima volta che la Danimarca si macchia di atrocità contro gli animali, basta ricordare l’orribile uccisione della giraffa Marius, uccisa davanti ai bambini nel 2011. Se la civiltà si misura sull’amore per gli animali la Danimarca non è certo ai primi posti di questa classifica", aggiunge l'Associazione in una lettera citata dal portale MeteoWeb.

Dall'inizio della pandemia nella Danimarca sono stati conclamati 51.753 casi di COVID-19, con 733 decessi.

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