03:38 04 Dicembre 2020
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Le rivelazioni sul Regolamento ePrivacy che si applicano alle comunicazioni online dei cittadini europei.

La presidenza di turno tedesca dell’Unione europea ha intenzione di proporre il tracciamento e l’uso dei metadati delle comunicazioni online per “monitorare le epidemie” e per consentire una migliore gestione “dei disastri naturali o causati dall’uomo”.

È quanto emerge  dalle rivelazioni pubblicate da Euractiv a proposito del testo del Regolamento ePrivacy allo studio dei Paesi Ue.

Nella proposta tedesca al controverso regolamento si legge: “Il trattamento dei metadati delle comunicazioni elettroniche dovrebbe essere consentito quando è necessario per proteggere l’interesse essenziale per la vita dell’utente finale o di un’altra persona”.

I metadati sono le informazioni che rivelano la posizione dell’utente, il momento in cui avviene la comunicazione e le persone coinvolte.

La proposta della presidenza tedesca ha l’obiettivo di consentire ai provider di indagare questi dati in situazioni di emergenza o in scenari particolari senza il consenso dell’utilizzatore.

Una delle ipotesi, di strettissima attualità, riguarda il monitoraggio della diffusione di malattie infettive, vale a dire “epidemie” e “la loro diffusione”.

La proposta iniziale della Commissione

La prima ipotesi sul Regolamento sulla ePrivacy è stata presentata nel gennaio del 2017 per “rafforzare la fiducia e la sicurezza nel mercato unico digitale”.

La Commissione libertà civili del Parlamento europeo aveva adottato il suo report sulla proposta nell’ottobre dello stesso anno e aveva consigliato di avviare le negoziazioni tra le istituzioni.

All’interno del Consiglio europeo, però, sono emersi disaccordi tra gli Stati membri: l’inclusione o meno di norme per il tracciamento e l’uso dei dati anche per indagare casi di pedopornografia o l’utilizzo dei cookies per attivare l’attività di monitoraggio.

La Germania è l’ottavo Paese a detenere la presidenza di turno dell’Ue che deve affrontare il tema.

La linea rossa

Secondo la presidente tedesca la linea rossa che non si può superare per avviare il monitoraggio dei metadati è la presenza di “circostanze vitali” e non soltanto di “legittimo interesse”.

Quest’ultimo punto, il “legittimo interesse”, stava particolarmente a cuore all’industria della telefonia che ritiene che eliminare questa accezione dal testo possa minare il potenziale dell’innovazione tecnologia sull’uso dei dati.

I timori della Commissione

Secondo quanto riporta Euractiv, la posizione di compromesso della Germania sulla ePrivacy potrebbe mettere in dubbio i piani europei per l’innovazione dell’economia e per la creazione di database condivisi.

In particolare la strategia della Commissione europea prevede la creazione di nove aree comuni europee di condivisione nei settori della sanità, dell’agricoltura e dell’energia, tra gli altri. Il Data Act, previsto per il 2021, dovrebbe “promuovere la condivisione di dati industrie-governi per il pubblico interesse”.

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Unione Europea, Coronavirus
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