18:04 25 Novembre 2020
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Trump si trova in un testa a testa con Joe Biden, che sta conquistando sempre più Stati-chiave nonostante i voti debbano ancora essere contati. Il magnate ha messo in dubbio alcuni dei risultati preliminari su Twitter, esortando inoltre gli scrutatori a smettere di contare le schede rimanenti.

Steve Bannon, ex consigliere alla Casa Bianca dell'amministrazione Trump, ha chiesto l'arresto dell'amministratore delegato di Twitter Jack Dorsey dopo che la piattaforma aveva contrassegnato come "fuorvianti" almeno quattro tweet del presidente nelle ultime 24 ore.

Intervenendo in un episodio del podcast 'War Room: Pandemic', Bannon ha detto che il "punk" Dorsey dovrebbe affrontare le conseguenze per aver tentato di "abbattere e sopprimere la libertà di parola del comandante in capo".

“Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe chiamare [il procuratore generale degli Stati Uniti] Bill Barr in questo stesso momento e far arrestare Jack Dorsey oggi", ha insistito l'ex stratega di Trump, come riportato da Media Matters for America.

I suoi commenti sono stati subito accolti dal co-conduttore Raheem Kassam, che ha rilanciato: "Intendo proprio ora. Non arrestate solo Jack Dorsey, sequestrate ogni pezzo dell'infrastruttura di Twitter. Prendete in mano la situazione. Stanno influenzando queste elezioni a favore di una delle due parti in causa. Non si può permettere che ciò accada".

Twitter interviene contro il presidente degli Stati Uniti

I tweet segnalati includevano affermazioni infondate di Donald Trump secondo cui "c'era un gran numero di schede elettorali segretamente oggetto di dumping" nello stato del Michigan e che le autorità della Pennsylvania stavano "lavorando duramente per far scomparire un vantaggio di 500 mila voti [nello Stato]".

"La scorsa notte ero in testa, spesso saldamente, in molti Stati-chiave, in quasi tutti i casi guidati e controllati dai democratici. Poi, uno per uno, hanno iniziato a scomparire magicamente mentre a sorpresa venivano contati i voti oggetto di dumping. MOLTO STRANO, e i 'sondaggisti' hanno capito in modo completamente e storicamente sbagliato!", ha twittato il presidente mercoledì. 

​Tutti questi post sono stati ora nascosti dal feed del presidente e contrassegnati in questo modo: "alcuni o tutti i contenuti condivisi in questo Tweet sono contestati e potrebbero essere fuorvianti riguardo un'elezione o un altro processo civico". I tweet possono ancora essere visualizzati quando ci si clicca sopra, ma non possono essere condivisi o apprezzati.

Poco prima della notte delle elezioni, sia Twitter sia Facebook hanno censurato un altro post del presidente, in cui ha bollato come "pericolosa" la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di consentire ai funzionari elettorali della Pennsylvania di contare le schede elettorali con timbro postale del 3 novembre e ricevute diversi giorni dopo.

Con i risultati delle elezioni ancora poco chiari in alcuni Stati-chiave in bilico, nonostante il vantaggio riportato da Joe Biden, Donald Trump ha ora chiesto di "fermare il conteggio" delle schede che arrivano dopo il giorno delle elezioni, un meccanismo che aveva precedentemente definito "una grave frode".

L'ultimo tweet censurato dal presidente ha proclamato che "qualsiasi voto pervenuto dopo il giorno delle elezioni non verrà conteggiato".

Nessuna censura di questo tipo su Twitter è stata invece sperimentata dal suo avversario democratico Joe Biden.

Tags:
Steve Bannon, Presidenziali USA 2020, USA, Donald Trump, Social Network, Twitter
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