22:06 03 Dicembre 2020
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Secondo i media locali l'attentatore ucciso dalle forze di polizia austriache, un ventenne di origini macedoni, era nato e cresciuto a Vienna, dove si è radicalizzato. Il suo nome figurerebbe tra quelli dei 90 aspiranti jihadisti che volevano partire dall'Austria per combattere nelle file dell'Isis in Siria.

Era nato e cresciuto a Vienna e aveva soltanto vent’anni uno dei componenti del commando che ieri ha seminato il terrore nel centro della capitale austriaca uccidendo almeno quattro persone e ferendone altre 17.

Secondo il direttore del settimanale austriaco Falter, Florian Klenk, l’uomo neutralizzato dalla polizia mentre imbracciava un fucile e una finta cintura esplosiva si chiamava Kurtin S. ed era un ragazzo originario della Macedonia.

Il suo nome era già noto agli 007 perché in passato è stato tra i 90 islamisti austriaci che hanno tentato di partire per la Siria per andare a combattere nelle file del Califfato. Sempre secondo lo stesso giornalista, però, la polizia non lo avrebbe “considerato in grado di pianificare un attacco terroristico”.

​E invece ieri è stata una strage. I terroristi, armati fino ai denti, hanno aperto il fuoco in sei punti della città, nei dintorni della sinagoga e dell’Opera di Vienna. Il bilancio delle vittime è destinato a salire. Secondo i media locali almeno sette persone sarebbero ancora in pericolo di vita.

Il ministro dell’Interno austriaco, Karl Nehammer, non ha dubbi: si è trattato di un attacco islamista. Il giovane ucciso ieri dalle forze di polizia, ha aggiunto citato dalla Reuters, era un “simpatizzante dell’Isis”.

I poliziotti hanno perquisito la sua abitazione dove, sempre secondo quanto ha riferito il ministro dell’Interno, sarebbe stato sequestrato materiale video. Le forze di sicurezza stanno indagando sulla rete del terrorista, mentre è caccia aperta agli altri componenti del gruppo. Secondo l’agenzia austriaca APA sono stati perquisiti diversi appartamenti ed eseguiti arresti.

Nel frattempo il governo austriaco ha rinnovato alla popolazione l’appello a rimanere in casa. Ad affiancare i poliziotti austriaci, sempre secondo la Reuters, ci sono anche i colleghi degli Stati vicini, come Germania e Ungheria, e sono circa mille gli agenti impegnati nella caccia all’uomo.

L'attacco terroristico a Vienna

Ieri sera il centro della Capitale austriaca è stato sconvolto da un grave attacco terroristico. Le prime sparatorie sono iniziate nell'area di Schwedenplatz, nel centro della città, non lontano da una sinagoga, dove sono stati esplosi circa 50 colpi di arma da fuoco in direzione di bar e ristoranti, affollati per l'ultima serata  prima dell'introduzione del lockdown.

Ad entrare in azione è stato un gruppo di uomini pesantemente armati e "ben addestrati", che indossavano tute bianche. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz non ha escluso il movente antisemita, visto che l'assalto è iniziato proprio nei pressi di una sinagoga.

Intanto, però, l'attentato, secondo il sito americano SITE, non ci sarebbero dubbi sulla matrice jihadista dell'attacco. Un gruppo islamista, secondo la stessa fonte, avrebbe infatti affermato "che gli omicidi sono parte del conto che l'Austria deve pagare per essere parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti contro Daesh".

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