08:23 02 Dicembre 2020
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Il presidente del Consiglio d'Europa e del Parlamento europeo non sono rimasti indifferenti di fronte a quanto avvenuto ieri a Parigi.

Due delle massime autorità europee, il presidente del Consiglio d'Europa Charles Michel e il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, hanno espresso nelle scorse ore la propria condanna e il cordoglio per l'attentato avvenuto nella prima serata di ieri a Lione.

Nel suo appello, Charles Michel ha invocato il rispetto della libertà di coscienza in Europa:

"Condanniamo questo nuovo atto di odio a Lione. Tutti i nostri pensieri vanno al sacerdote che sta lottando tra la vita e la morte. In Europa la libertà di coscienza è garantita per tutti e la violenza è intollerabile ed è da condannare", ha scritto il funzionario.

Anche Sassoli è intervenuto sulla piattaforma bianco-azzurra, sottolineando che l'Europa continuerà ad opporsi in maniera ferma e determinata alla violenza e al terrorismo:

"Siamo shockati e addolorati per l'ennesimo, brutale attacco di Lione. Tutti i nostri pensieri sono con la vittima che sta combattendo per la sua vita. L'Europa non si piegherà mai alla violenza e al terrorismo. Difenderemo sempre la libertà di coscienza", sono state le parole di Sassoli.

Gli attentati di Lione, Nizza e Parigi

Nel tardo pomeriggio di sabato, uno sconosciuto armato di fucile da caccia ha esploso dei colpi contro un prete greco-ortodosso a Lione e si è poi dato alla fuga, venendo tuttavia arrestato nel corso della serata. La sua identità resta attualmente sconosciuta.

La vittima è stata identificata come il 52enne Nikolaos Kakavelaki, che al momento dell'attentato stava chiudendo la chiesa in cui presta servizio nel 7° arrondissement di Lione.

Il prelato è stato immediatamente trasferito presso una struttura ospedaliera, dove attualmente è ricoverato e sta lottando tra la vita e la morte.

Il sindaco di Lione, Gregory Doucet, ha riferito che i motivi che hanno portato l'attentatore a compiere il folle gesto restano al momento sconosciuti e ha confermato che sul caso è stato aperto un fascicolo d'inchiesta per tentato omicidio.

Solo due giorni prima, il 29 novembre, a Nizza un 21enne tunisino aveva compiuto una strage nella basilica di Notre Dame, uccidendo tre persone, tra cui anche una 60enne fedele brasiliana che era stata decapitata.

Ambedue gli attentati sono avvenuti a meno di due settimane dalla brutale decapitazione del professore di storia Samuel Paty, verificatasi a Parigi il 16 ottobre scorso ad opera di un terrorista ceceno di matrice islamica, atto questo che ha fatto sprofondare il Paese transalpino in un periodo di grande tensione.

 

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