21:57 03 Dicembre 2020
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La pizza e la pasta, per quanto possa sembrare strano, non sono solo alimenti gustosi, ma anche sani. Il bollito di manzo, un piatto che sovente figura in diverse diete dimagranti, è legato in Giappone a un vero e proprio rituale sebbene la carne nel Paese del Sol Levante non sia molto amata.

In questo articolo scoprirete come prendere il meglio dalle usanze di vari angoli del mondo, quale Paese si vanta di aver sconfitto McDonald’s, a cosa serve lo shabu shabu e come mangiare pizza senza ingrassare.

La pasta non fa ingrassare

Una delle cucine nazionali più conosciute nel mondo è quella italiana. Ma è davvero sana? I primi alimenti che ci vengono in mente sono la pizza e la pasta.

“Anche la nostra cucina è considerata una delle più sane. Indirettamente questo spiega la maggiore aspettativa di vita degli italiani: anche in età molto avanzata (oltre i 90 anni) conservano la propria attività e allegria”, ricorda Luigi Poddi, cuoco e titolare di una pizzeria a Chelyabinsk, nella regione russa degli Urali.

Alla base della dieta italiana vi sono frutta, verdura, cereali, legumi, pesce, carne e formaggi. La frutta e la verdura si preferisce stagionale e possibilmente del proprio orto.

La pasta rigorosamente di grano duro.

“Questa pasta sazia, dà energia e ha un moderato indice calorico. Chi è particolarmente attento alla linea, può regolare l’apporto calorico con sughi (di verdure) più leggeri”, spiega Poddi. “Non a caso la donna più bella di tutti i tempi Sophia Loren sostiene che la vera pasta non fa ingrassare”.

5 ingredienti al massimo e poco olio

Nemmeno la pizza, secondo Poddi, sarebbe un cibo dannoso perché per prepararla si utilizza una farina altamente proteica, l’impasto viene lasciato lievitare almeno 48 ore e alla fine si ottiene un prodotto leggero e facilmente digeribile.

“Un altro segreto della cucina italiana è la semplicità delle ricette: un solo piatto deve contenere 5 ingredienti al massimo”, sostiene Luigi Poddi.

In Italia non si utilizza spesso la maionese come condimento, si preferisce utilizzare l’olio extravergine d’oliva.

Lo stesso vale anche per le cucine greca e spagnola e, in generale, per la dieta mediterranea, considerata una delle più salutari al mondo.

In verità, anche con l’olio bisogna andarci piano.

“Molti pensano che più se ne mette nell’insalata, meglio è”, osserva Ekaterina Murav’eva, esperta di nutrizione e psicologia alimentare.

“È una convinzione molto pericolosa. Fate attenzione alla qualità dell’olio e preferite quelli non raffinati con un aroma deciso che conterranno dunque grassi buoni. Misurate la quantità di olio con un cucchiaio. Per una grande ciotola di insalata è più che sufficiente un solo cucchiaio di olio”.
© Sputnik . Vladimir Vyatkin
Una pizzeria a Venezia

La dieta dei samurai

In Giappone sono sempre di più gli ultracentenari (più di 80.000 persone): la più anziana cittadina del pianeta è la giapponese Kane Tanaka nata il 2 gennaio 1903. Dunque, non a caso la cucina locale è considerata un caposaldo dell’alimentazione salutare.

“Per noi sono importanti le sfumature, i rituali e le regole”, spiega la Japan National Tourism Organization (JNTO). “I nostri chef utilizzano soltanto ingredienti freschi, pertanto ciascun piatto riflette una ben precisa stagione”.

Già 150 anni fa i giapponesi guardavano alla carne con grandi riserve. Oggi comunque la razza bovina Wagyu è conosciuta in tutto il mondo. Le bistecche di questa carne sono amate soprattutto dagli europei. Mentre per chi è attento allo stile di vita salutare c’è lo shabu shabu.

“È un vero e proprio rituale: sul tavolo viene portata una casseruola con dell’acqua bollente e un piatto con delle verdure tagliate e della carne. Si mettono le verdure nella casseruola per farne un brodo”, spiega la JNTO.

“Poi si prendono i pezzi di carne e si calano per qualche minuto nel brodo. Ed è pronto”.

Alla base di tutti i piatti c’è il riso. Altrettanto importanti sono il pesce, i frutti di mare, la verdura e i funghi.

© Sputnik
Preparativi per un ricevimento in onore dell'imperatore giapponese Akikito in visita ufficiale a Mosca
Particolarità di pesce e frutti di mare

“La cucina giapponese si basa anzitutto sul pesce fresco e sui frutti di mare. Questi contengono lo iodio e un’estesa gamma di oligoelementi e vitamine”, sottolinea lo chef Pavel Zavarzin.

La dottoressa Inna Kononenko specializzata in dietologia e nutrizione sul suo blog spiega l’utilità dei frutti di mare.

Ad esempio, in 100 grammi di cozze ci sono:

  • il 16% del fabbisogno giornaliero di proteine con amminoacidi assenti nel pesce o nella carne di manzo.
  • il 3% di grassi 
  • l’1% di carboidrati.

Nei gamberetti troviamo la provitamina A utile per la vista, le vitamine del gruppo B che aiutano a fortificare i capelli e le unghie, le vitamine D ed E che contribuiscono a rafforzare il sistema circolatorio, la vitamina C indispensabile per il sistema immunitario.

Il Paese che ha sconfitto il McDonald’s

In Israele dicono: “Il cibo è il nostro sport nazionale”. Vale la pena chiedersi se questo sport faccia bene alla salute. Gli israeliani mangiano tanto: nelle trattorie le porzioni sono grandi e nei ristoranti enormi.

Entro il 2040 il Paese intende diventare leader per aspettativa di vita.

“Stiamo osservando che ogni anno sempre più persone preferiscono consumare alimenti più sani”, spiega Mark Katsenelson, direttore generale della principale clinica medica israeliana. “Nel 2015 l’Esercito israeliano ha rivisto il menù dei propri soldati. Circa 10-20 anni fa il menù prevedeva molto pane e alimenti grassi, mentre ora la dieta è molto più bilanciata”.

Secondo l’esperto, gli israeliani amano molto le melanzane con le quali preparano deliziosi piatti. Altrettanto amate sono le insalate. “L’hummus e i falafel (a base di ceci), la tahine (a base di semi di sesamo) sono piatti tipici del Medio Oriente, sono considerati arabi, ma sono molto apprezzati anche dagli israeliani”, aggiunge l’esperto.

“Nel complesso, Israele è il Paese che ha sconfitto McDonald’s”, precisa il responsabile della clinica. “Gli israeliani preferiscono la shawarma, il sabich (panino con melanzane, uova e hummus) o lo schnitzel invece del BigMac. In questi piatti ci sono tante verdure e la carne è tracciata”.

 

 

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