03:50 28 Novembre 2020
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Gli scontri nella regione contesa del Nagorno-Karabakh vanno avanti senza sosta dallo scorso 27 di settembre.

Diverse esplosioni si sono prodotte nel corso della notte nella capitale dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh, Stepanakert, e nel vicino centro urbano di Shushi.

A riferirlo è il corrispondente di Sputnik, precisando che le deflagrazioni sono avvenute rispettivamente intorno alle 07:00 e alle 08:00 ora locale (le 04:00 e le 05:00 rispettivamente in Italia.

In seguito alle esplosioni a Stepanakert sono state fatte scattare le sirene dell'allarme anti-aereo. Secondo i primi rapporti preliminari, a Stepanakert non si sarebbero registrate né vittime né danni strutturali.

Nella giornata di ieri Armenia e Azerbaigian si erano scambiati vicendevoli accuse, con Yerevan che ha sostenuto come le forze armate azere avessero dato il via ad una nuova offensiva sulla linea del fronte, mentre Baku ha condannato i presunti bombardamenti dell'esercito armeno su alcuni centri urbani prossimi alla linea di contatto.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert.

L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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