02:22 03 Dicembre 2020
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Gli scontri nella regione contesa del Nagorno-Karabakh vanno avanti senza sosta dallo scorso 27 di settembre.

L'esercito di Difesa dell'Autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh ha reso noto che nella notte tra giovedì e venerdì le forze armate azere hanno avviato un'offensiva nelle zone sudorientale e settentrionale della linea del fronte, precisando che tali attacchi sono stati tutti prontamente respinti.

Nel comunicato diffuso dalle autorità del Karabakh è stato inoltre aggiunto che le forze armate di Baku hanno subito importanti perdite:

"Nel corso di tutta la notte i distaccamenti dell'Esercito di Difesa hanno continuato a compiere missioni di ricerca e distruzione in diverse aree in cui sono schierati i distaccamenti del nemico, in seguito alle quali è stata distrutta una grande quantità di armi e munizioni e sono stati inflitte gravi perdite al nemico", recita la nota.

E' stato quindi reso noto che le forze armate armene hanno continuato il bombardamento di alcuni centri abitati situati non lontani dalla linea del fronte.

Tali informazioni sono state smentite dal Ministero della Difesa di Baku in un altro comunicato rilasciato nella mattinata odierna. In precedenza lo stesso dicastero aveva affermato che le forze armate di Yerevan hanno ripreso l'offensiva in diverse zone del fronte nella notte tra il 29 e il 30 ottobre.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert.

L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

 

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