18:56 25 Novembre 2020
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Gli scontri nella regione contesa del Nagorno-Karabakh vanno avanti dallo scorso 27 di settembre.

Il Ministero della Difesa azero ha affermato che le forze armate di Yerevan hanno ripreso l'offensiva in diverse zone del fronte nella notte tra il 29 e il 30 ottobre.

"Nel corso del 29 e nella notte del 30 ottobre le forze armate armene hanno bombardato con diverse tipologie di armamenti, tra cui anche missili ed artiglieria, le posizioni dei distaccamenti dell'esercito dell'Azerbaigian e centri abitati situati in diverse zone del fronte. Le operazioni sono andate avanti soprattutto nelle località di Khojavend, Agdere e Qubadlı. I tentativi di attacco del nemico sono stati respinti", si legge nel comunicato stampa del dicastero.

E' stato inoltre reso noto che "in seguito alle misure di risposta intraprese nei confronti delle forze armate armene in diverse zone del fronte, tra i ranghi nemici si contano morti e feriti", mentre sono stati messi fuori combattimento numerosi veicoli e postazioni.

Tali informazioni non sono state per ora commentate dal Ministero della Difesa di Yerevan.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert.

L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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