03:50 04 Dicembre 2020
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Interpellato da Sputnik Philippe Vardon, consigliere comunale nizzardo ha commentato la situazione nella città francese ed avanza la sua ipotesi sui retroscena dell'attacco alla basilica di Notre Dame.

Sull'onda lunga del brutale attentato consumatosi quest'oggi a Nizza, in esclusiva ai microfoni di Sputnik il consigliere comunale del Rassemblement National Philippe Vardon ha voluto commentare l'accaduto.

Per la città francese, distante soli 40 km dal confine italiano, la questione dell'islamizzazione della società è quanto mai attuale:

"Già nel 2007, prima dell'inizio della sua campagna elettorale Christian Estrosi [il sindaco di Nizza, ndr] si era espresso a favore della costruzione di una grande moschea a Nizza. Lo stesso anno nel periodo del Ramadan aveva visitato la moschea di al-Rahma, che è considerata nientemeno che la moschea centrale dello UOIF [l'Unione delle organizzazioni islamiche francese, oggi conosciuta come "Musulmani di Francia", un'associazione legata ai Fratelli Musulmani, ndr] nel dipartimento delle Alpi Marittime. In quell'occasione dichiarò: "Mi sento a casa". E con questo è tutto detto", sono state le parole di Vardon.

Gli attentati in Francia

Questa mattina a Nizza un uomo ha fatto tre vittime e ferito diverse altre persone in un attacco all'arma bianca avvenuto all'interno della Basilica di Notre Dame di Nizza, mentre qualche ora dopo un'altra persona si è lanciata al grido di Allah Akbar contro le forze di polizia ad Avignone, venendo abbattuto dal fuoco di risposta degli agenti.

Poco dopo è stato reso noto che un agente di sicurezza del consolato francese a Jeddah, in Arabia Saudita, è stato accoltellato da uno sconosciuto, finendo in ospedale dove si trova non in pericolo di vita. L'uomo è stato invece arrestato dalla polizia saudita.

Per tutti e tre gli attacchi l'ipotesi più accreditata è quella della matrice islamista.

Solo qualche settimana fa il Paese transalpino era stato scosso dall'attentato che aveva portato alla morte per decapitazione di Samuel Paty, un professore di storia di Parigi.

Il presidente francese Emmanuel Macron, in seguito a tale atto, aveva promesso che gli islamisti non avrebbero dormito "sonni tranquilli", annunciando di fatto una stretta sul terrorismo.

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