04:00 28 Novembre 2020
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I combattimenti sulla linea del fronte della regione contesa del Nagorno-Karabakh vanno ormai avanti da oltre un mese.

L'esercito di Difesa dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh ha riferito che le città di Stepanakert e Shushi sono state bersagliate da attacchi missilistici delle forze armate dell'Azerbaigian.

"Dopo la mezzanotte e dal mattino presto il nemico ha ripreso i bombardamenti dei centri abitati. In particolare, le forze nemiche hanno colpito con degli attacchi missilistici le città di Stepanakert e Shushi, e i centri abitati vicini", si legge in una nota pubblicata su Facebook. Stando alle informazioni riportate, due persone sarebbero rimaste ferite.  

Tali informazioni non sono state ad ora né confermate né smentite dalle autorità della Repubblica di Azerbaigian.

A sua volta, l'Azerbaigian ha accusato l'Armenia di aver ripreso l'offensiva nelle zone del fronte comprese tra le località di Khojavend, Fizuli e Qubadli.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert.

L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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