17:42 25 Novembre 2020
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (168)
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Un team di ricerca di scienziati e funzionari gallesi e tedeschi, afferma di essere stato in grado di identificare i biomarcatori presenti nel respiro e che possono indicare la presenza del SARS-CoV-2.

La tecnologia che consente il rilevamento del virus nel respiro di un paziente è stata sviluppata nell'ambito del progetto TOXI-Triage presso la Loughborough University nel Leicestershire.

I partner del gruppo IMSPEX - specialisti della spettrometria della mobilità ionica (IMS) - così come l'infermeria reale di Edimburgo e l'ospedale tedesco Klinikum Dortmund, hanno utilizzato tale tecnologie per giungere alle loro conclusioni.

Lo scopo era rilevare le "firme respiratorie" che possono essere utilizzate per distinguere rapidamente la presenza del virus da altre condizioni respiratorie. Tali tipi di test potrebbero essere utili in futuro per i reparti di emergenza degli ospedali, nei luoghi di lavoro o in altre situazioni in cui non sia previsto il supporto di laboratorio.

Lo studio di fattibilità (“Diagnosis of COVID-19 by analysis of breath with gascromatografia-ion mobility spettrometria”) è stato pubblicato dalla rivista EClinicalMedicine di The Lancet e ha esaminato 98 pazienti, 31 dei quali con Covid-19, mentre altri soffrivano di malattie come la polmonite virale o patologie cardiache.

​“Siamo enormemente incoraggiati da questi risultati. L'impiego di tecniche collaudate utilizzate durante il progetto TOXI-Triage, suggerisce che il Covid-19 può essere rapidamente distinto da altre condizioni respiratorie. Per sviluppare questa tecnica sono necessari ulteriori studi più ampi, insieme a studi complementari, per lavorare sui dati raccolti finora. Se dimostrato affidabile, questo metodo potrà offrire la possibilità di una rapida identificazione o esclusione del Covid-19 nei reparti di emergenza o cure primarie che proteggeranno il personale sanitario, miglioreranno la gestione dei pazienti e ridurranno la diffusione del virus", ha detto Paul Thomas, Professore di scienze analitiche al Dipartimento di Chimica del Loughborough, commentando la fattibilità dello studio.

Attualmente, i due test principali per il coronavirus coinvolgono mezzi invasivi di prelievo di campioni, al contrario del "test minimamente invasivo, che produce risultati rapidamente" su cui sta lavorando la partnership di scienziati, secondo Emma Brodrick, Systems Application Manager della IMSPEX.

A questo punto della ricerca, gli scienziati dovranno "acquisire rapidamente più dati per continuare a sviluppare il test e il supporto istituzionale e degli investitori per aumentare la nostra capacità di produzione sarà fondamentale" ha aggiunto la Brodrick.

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