22:21 03 Dicembre 2020
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Almeno sette giovani uomini e più di 50 sono rimasti feriti in un attentato dinamitardo contro una scuola religiosa nella città pakistana di Peshawar, vicino al confine afghano, la città che aveva assistito ad alcune delle peggiori violenze durante l'insurrezione talebana negli ultimi anni.

La polizia pakistana riferisce di un grave attentato avvenuto stamane in una madrasa, scuola islamica, nella città di Peshawar, al nord del Paese, vicino al confine con l’Afghanistan. I funzionari dell'ospedale comunicano che le vittime erano tutte giovani uomini, di età compresa tra i 20 ei 30 anni. Decine di altri sono rimasti feriti, di cui quattro di età inferiore ai 13 anni.

L’attentato non è stato rivendicato e non è noto quale possa essere stato il motivo dell’attacco, nella scuola si stava tenendo un corso di studi del Corano e al seminario erano presenti centinaia di giovani.

La città settentrionale di Peshawar, vicino al confine afghano, ha assistito ad alcune delle peggiori violenze durante l'insurrezione talebana negli ultimi anni. Sei anni fa, uomini armati fecero irruzione in una scuola militare della città, provocando più di 150 morti, la maggior parte dei quali bambini. Quell’attacco che sconvolse il mondo per efferatezza, numero e giovane età delle vittime, spinse l’esercito pakistano a lanciare una vasta offensiva per bonificare le cellule militari lungo il confine tra Pakistan e Afghanistan. Nel novembre del 2016 l’esercito aveva affermato di aver compiuto le operazioni e che tutti i gruppi militanti erano stati liquidati.

Quest’ultimo episodio di terrorismo giunge in un momento in cui trapelano rapporti secondo i quali i talebani si starebbero nuovamente riorganizzando e raggruppando in aree che si ritenevano sgomberate.

Domenica scorsa un altro attentato era stato segnalato in un quartiere della città di Quetta e le autorità temono un ritorno di escalation come quello che colpì il Pakistan a metà degli anni 2000.

Il primo ministro pakistano Imran Khan ha espresso "rammarico per la perdita di vite preziose", condannando fermamente l'esplosione e promettendo di consegnare alla giustizia i responsabili.

 

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