03:49 04 Dicembre 2020
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Secondo il sito brasiliano UOL, che cita le carte del processo "Rinascita-Scott" contro gli affiliati alle Ndrine del Vibonese, nel 2016 dal Brasile sarebbe partito un carico di armi diretto alla Ndrangheta. A fare da intermediario fu il gruppo criminale brasiliano Primeiro Comando da Capital (PCC).

I tentacoli della Ndrangheta arrivano fino in Brasile. È da qui che secondo la procura della Repubblica di Catanzaro, le cosche si approvvigionavano di armi. Un vero e proprio arsenale che sarebbe arrivato via mare in un porto italiano tramite alcuni container grazie al supporto del Primeiro Comando da Capital (PCC) ed altre organizzazioni criminali brasiliane e dell’America Latina.

A ricostruire la vicenda è il sito di informazione brasiliano UOL, che cita il fascicolo di 13.500 pagine che ha dato vita al processo “Rinascita-Scott” contro le Ndrine del Vibonese, che ha preso il via lo scorso settembre nell’aula bunker del carcere romano di Rebibbia e vede imputate 452 persone.

Secondo il sito brasiliano ad evidenziare i legami tra la mala calabrese e il crimine sudamericano sarebbero state delle intercettazioni ottenute grazie ad un software installato sul telefono di uno degli imputati, Gregorio Niglia, che nell’ottobre del 2016, durante una cena con Bruno Fuduli e il capo clan, Giuseppe Antonio Accorinti, e il suo braccio destro, Antonio Vacatello, avrebbe partecipato all’organizzazione del trasferimento di un carico di armi e cocaina dal Brasile in Italia.

Le armi, sempre secondo UOL, non sono state mai intercettate e non è ancora chiaro quale fosse il porto di destinazione, né il nascondiglio per i container. Dai dialoghi registrati dalle microspie, però, è chiaro che nei contenitori ci fossero armamenti.

A confermare la tesi degli investigatori è il viaggio del pentito Bruno Fuduli, morto suicida un anno fa, proprio in Brasile, dove avrebbe negoziato anche l’acquisto di cocaina che sarebbe poi stata trasportata in Italia, sempre a bordo di una nave portacontainer, nascosta in un carico di marmo proveniente dalla cava di Goiás.

Il patto tra le Ndrine calabresi e il Primero Comando da Capital per il traffico di droga è testimoniato anche da un’indagine del 2018.

Secondo lo stesso sito brasiliano, oltre due tonnellate di cocaina, dal valore di circa 1 miliardo di dollari, sono partite dalle città brasiliane di Santos, Salvador, Itajaí e Rio de Janeiro soltanto nell’arco di due anni, dal 2016 al 2018.

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