18:36 25 Novembre 2020
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È appena uscito negli Stati Uniti il libro autobiografico di Barack Obama che racconta l'Obamacare. È lo stesso ex Presidente americano a presentare al giornale New Yorker con dovizie di particolari e retroscena quella che è stata una delle più grandi riforme della storia politica americana, ma anche una delle più controverse.

Era il 2010 quando l’amministrazione Obama approvava il ‘Patient Protection and Affordable Care Act’, meglio noto come ‘riforma sanitaria Obamacare’, e il 2014 quando entrava in vigore.

Si trattò di una delle più importanti riforme dell’intera storia americana e, sicuramente, il più importante provvedimento dei suoi otto anni di mandato.

Ebbe il merito di fornire copertura sanitaria a milioni di persone che prima ne erano sprovviste, ma finì per essere pesantemente criticato anche dagli stessi democratici per alcune sue storture, che comportarono in primo luogo un diffuso aumento dei costi delle polizze sanitarie. Proprio la rivisitazione di quella riforma sanitaria fu uno dei pochi punti su cui la Clinton e Trump si trovarono meno lontani al successivo scontro elettorale che vide prevalere il secondo. Clinton, pur difendendo i principi alla base della riforma, aveva promesso che ne avrebbe modificato alcuni aspetti fondamentali, Trump la criticò radicalmente in campagna elettorale per poi conservarne alcuni aspetti validi dopo eletto.

Il tema rimane ancora tra quelli in cima all’agenda politica negli Stati Uniti, ancora più in questi tempi di pandemia coronavirus e, oggi, a otto giorni dalle nuove elezioni presidenziali, il New Yorker pubblica un estratto del libro memoriale dello stesso Obama che racconta la sua ‘avventura’ politica per far approvare quella riforma.

‘A Promised Land’ (Una terra promessa) si intitola l’opera e, nell’estratto edito, lo stesso Obama racconta la lotta politica che dovette intraprendere tra il 2009 e il 2010 per vincere le resistenze dell’opposizione e del suo stesso entourage.

"Quando ripenso a quelle prime conversazioni sull'assistenza sanitaria, è difficile negare la mia eccessiva sicurezza. Ero convinto che la logica della riforma sanitaria fosse così ovvia che anche di fronte a un'opposizione ben organizzata avrei potuto raccogliere il sostegno del popolo americano", si legge in un significativo passaggio che introduce poi a quello che in realtà fu una vera e propria battaglia legislativa mai per altro conclusa.

David Remnick, giornalista e scrittore americano, vincitore di un Pulitzer e direttore del The New Yorker, ha raccontato ai colleghi di ‘Politico’, altra rivista americana, alcuni retroscena del pezzo apparso sul giornale che dirige.

“La stesura non è stata facile. Nell'estate del 2019  ho incontrato il presidente Obama e lui ha chiarito che il libro si stava dimostrando molto più ostinato di quanto avesse sperato. Come molti autori, non è stato senza aiuto nella ricerca e nella verifica dei fatti, ma ha scritto lui stesso il libro, a mano, su blocchi legali gialli. Nonostante le frustrazioni avute da questa riforma, il manoscritto è cresciuto. Ad un certo punto, Obama ha deciso che, a meno che il suo editore non fosse disposto ad aspettare ancora qualche anno per pubblicare un bestseller, sarebbe stato meglio dividere il libro di memorie in due volumi”.

‘A Promised Land’ è quindi solamente il primo di due volumi secondo i piani dell’ex Presidente. Si conclude con l'ascesa di Donald Trump e con l'uccisione di Osama bin Laden. Quando sarà pronto e di cosa parlerà il secondo volume? Non è noto.

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