18:27 25 Novembre 2020
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Il presidente USA, ormai di nuovo in forma, sta riuscendo a colmare il divario sull’avversario Joe Biden e l’affluenza ai raduni dei Democratici è incredibilmente bassa. Biden ha dunque giocato la carta Obama per cercare di ostacolare Trump, ma ce la farà?

Cosa serve per impedire che Donald Trump venga rieletto presidente degli USA?

Pare che né i recenti sondaggi che danno il candidato del Partito Democratico Joe Biden a 10 punti di distacco e nemmeno il coronavirus abbiano rallentato il presidente in carica. Anzi, quest’ultimo sembra ringiovanito ed estremamente fiducioso mentre balla come un ragazzino sulle note di YMCA dei The Village People sul palco di un raduno da 10.000 persone.

Di converso, Biden sembra stanco, confuso e sciupato. La sua campagna basata sul distanziamento sociale ha avuto poche tappe e ha faticato a radunare folle di più di 100 persone.

Questa settimana, dunque, i Democratici hanno fatto ricorso al loro enfant prodige, il carismatico leader Barack Obama, per cercare di portare il suo barcollante ex vicepresidente oltre il traguardo. Il suo primo intervento si è tenuto la scorsa settimana a Philadelphia, la maggiore città della Pennsylvania, uno dei cosiddetti swing states (Stati in bilico), dove tra l’altro nacque Biden e Trump vinse nel 2016.

“Non possiamo essere soddisfatti, non mi interessa dei sondaggi”, ha detto Obama. “Non possiamo semplicemente immaginare un futuro migliore, dobbiamo lottare per realizzarlo, dobbiamo impegnarci di più dell’altra parte, dobbiamo lavorare di più di loro. Votate come non avete mai fatto e fate sì che il voto non lasci alcun dubbio”.

Il grande ritorno di Obama al raduno di Philly (Philadelphia) di mercoledì scorso ha avuto più successo dell’apparizione di Biden il 12 ottobre presso il sindacato United Auto Workers a Toledo (Ohio). Obama è riuscito a far radunare 300 automobili nel parcheggio, secondo il team organizzatore della campagna, mentre in Ohio ce n’erano solo 30. In questa seconda occasione i Democratici sono stati superati in numero dalla contromanifestazione pro Trump.

Per non parlare poi della scena da concerto rock del democratico Vernon Jones che si è gettato e fatto trasportare da una folla di 7.000 fan di Trump nei pressi di Macon (Georgia), cittadina con una popolazione pari a meno di un ventesimo di quella dell’area metropolitana di Philadelphia. È ovvio che qualcosa si stia muovendo.

Vincere negli Stati in bilico

Potrebbe non essere in linea con la linea del “mucchio di miserabili” portata avanti dai Democratici contro i sostenitori di Trump, ma Donald nel 2016 vinse in larga misura grazie ai voti di chi nel 2008 e nel 2012 sostenne Obama.

I Democratici sperano che il ritorno di Obama sulla scena politica possa contribuire a riconquistarsi il voto di questi elettori.

“L’elettore prima di Obama e poi di Trump sarà colui che farà la differenza in queste elezioni”, ha affermato Moe Vela, ex dipendente dello staff di Biden lo scorso maggio. “Joe Biden dà loro la possibilità di tornare indietro”.

E la presenza di Obama durante la campagna elettorale potrebbe aiutare Biden semplicemente motivando i sostenitori democratici i quali altrimenti potrebbero non essere nemmeno interessati a votare.

Un altro fattore che potrebbe svolgere un ruolo importante è il perdurante atteggiamento di ostilità di Trump nei confronti di Obama: infatti, il presidente in carica ha più volte richiesto pubblicamente la divulgazione del certificato di nascita di Obama come evidenza del suo diritto a candidarsi in qualità di presidente.

“Faccio fatica a pensare a un'altra persona che faccia venire l’orticaria a Trump tanto quanto Barack Obama”, sostiene Kelly Dietrich, amministratrice delegata del National Democratic Training Committee.

Trump chiaramente non si esime dal menzionare Obama in occasione di un raduno tenutosi a Gastonia (North Carolina) mercoledì scorso durante il quale ha sottolineato che l’ex presidente non è riuscito ad aiutare Clinton a vincere le elezioni del 2016.

“Come sapete bene, è Obama che conduce la campagna elettorale. Dato che ci siamo, parliamone!”, ha detto il presidente. “Non ci fu nessuno che sostenne la corrotta Hillary Clinton di più di Obama. Barack Obama era ovunque. L’unica persona più scontenta del risultato della corrotta Clinton quella notte fu Barack Hussein Obama”, ha aggiunto Trump.

 Ma nemmeno la nostalgia è quella di una volta. L’apparente forza di Biden in questo contesto è anche una debolezza. Sia Trump sia Obama furono eletti perché promettevano un cambiamento radicale. Biden, il settantasettenne politico eletto per la prima volta al Senato nel 1973, promette di riportare l’America indietro all’epoca di Obama e di difendere lo status quo con le unghie e con i denti.

L’instabilità dei sondaggi

L’apparente vantaggio di Biden nei sondaggi di circa il 10% a livello nazionale diminuisce con l’avvicinarsi del giorno delle elezioni.

Mercoledì scorso secondo i dati di Rasmussen Reports il vantaggio di Biden si era ridotto a soli 3 punti rispetto a Trump. Martedì scorso Investor’s Business Daily poneva Biden al 48,1% contro il 45,8% dei repubblicani.

Si ricordi che Hillary Clinton veniva data a 3 punti di vantaggio il giorno prima della vittoria schiacciante di Trump nel 2016.

Gallup smentisce invece i dati secondo cui Biden sarebbe in testa riportando che secondo il 56% degli americani la situazione sarebbe migliore ora durante la crisi da coronavirus rispetto ai tempi dell’amministrazione Obama. La stessa percentuale di persone ritiene che Trump vincerà le elezioni.

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