22:11 03 Dicembre 2020
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Nuovo attacco del presidente turco Recep Tayyip Erogan nei confronti di Macron, dopo l'annuncio di una stretta contro il radicalismo islamico in Francia: "Dovrebbe fare dei controlli mentali". E il portavoce della presidenza turca, Fahrettin Altun, sulle caricature di Maometto twitta: "Non porgeremo l’altra guancia quando ci insultate".

Tutto è cominciato nella giornata di sabato, quando il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha detto che il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe bisogno di “controlli mentali” per il suo comportamento nei confronti dei musulmani e dell’Islam. Parole che hanno scatenato il putiferio e che stanno trascinando Ankara e Parigi sull’orlo di una crisi diplomatica.

La Francia si trova a fare i conti con un’ondata di terrore islamista che si è scatenata in occasione del processo per la strage jihadista del 2015 nella sede di Charlie Hebdo: prima l’accoltellamento sotto la vecchia sede del settimanale satirico, poi la brutale esecuzione di Samuel Paty, professore di storia in una scuola alle porte di Parigi, decapitato perché colpevole di aver mostrato in classe alcune caricature del profeta Maometto durante una lezione sulla libertà di espressione.

A far partire la campagna d’odio contro l’insegnante era stato il padre di una delle alunne dell’istituto, appoggiato da una serie di imam radicali. Nei giorni scorsi Macron ha annunciato per questo un nuovo giro di vite per combattere il “separatismo islamista” che “minaccia di prendere il controllo in alcune comunità musulmane francesi”.

Parole, queste, che hanno suscitato l’ira del presidente turco che ha consigliato al capo dell’Eliseo di farsi vedere da uno specialista. 

“Qual è il problema di questa persona con i musulmani? – ha detto Erdogan intervenendo al congresso provinciale del suo partito, l’AKP, a Kayseri, in Cappadocia – Macron ha bisogno di farsi curare a livello mentale”. “Cosa altro si può dire – ha aggiunto - di un capo di Stato che non comprende la libertà religiosa e si comporta così con milioni di persone che vivono nel suo Paese e praticano una fede diversa”.

Per tutta risposta l’Eliseo ha richiamato in patria l’ambasciatore francese ad Ankara, definendo “inaccettabili” le affermazioni del capo di Stato turco. Ma la questione non si è conclusa così.

Oggi durante un comizio a Malatya, nell’Est della Turchia, Erdogan ha ribadito che Macron dovrebbe fare dei “controlli mentali” e che è “ossessionato” da lui “giorno e notte”.

A condannare le parole di Erdogan, anche l’Alto rappresentante per la politica estera e sicurezza dell’Ue, Josep Borrell, che su Twitter ha chiesto alla Turchia di “cessare questa pericolosa spirale di confronto”.

La leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, ha invocato una reazione più dura da parte di Parigi e Bruxelles. Richiamare l’ambasciatore francese ad Ankara “è un gesto significativo, ma non possiamo dire che sia un gesto forte”, ha detto, citata dall’AFP. “Erdogan ha scelto di non farci neppure le condoglianze dopo la decapitazione di un professore e preferisce insultare gravemente il presidente della Repubblica mentre la Francia è in lutto”, aveva protestato ieri via Twitter.

Ma le polemiche non accennano a placarsi. Oggi Fahrettin Altun, direttore della comunicazione della presidenza turca ha detto che le “caricature offensive” di Maometto vengono usate per “intimidire i musulmani in Europa dietro la facciata della libertà di espressione”.

“Alcuni leader europei oggi – ha detto Altun – non prendono solo di mira i musulmani in mezzo a loro, ma attaccano i nostri sacri valori, le nostre scritture, il nostro profeta, i nostri leader politici e il nostro modo di vivere”.

“I musulmani non andranno via perché non li volete – ha sottolineato rivolto agli europei – non porgeremo l’altra guancia quando ci insultate, ci difenderemo ad ogni costo”.

Le tensioni fra Francia e Turchia

La crisi scoppiata sull’onda dell’uccisione di Samuel Paty, arriva dopo mesi di rapporti tesissimi tra Parigi ed Ankara. Francia e Turchia, infatti, si scontrano su diversi fronti: dalla disputa con la Grecia sulle acque del Mediterraneo orientale, alla Libia, passando per la Siria e il Nagorno Karabakh, dove Macron ha accusato Erdogan di aver inviato al fronte jihadisti siriani.

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