17:26 28 Novembre 2020
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Stephanie Williams, direttrice delal UNSMIL, la Missione di supporto in Libia delle Nazioni Unite, ha riferito che le parti incontratesi a Ginevra hanno raggiunto l'accordo per la siglatura di un cessate il fuoco permanente nel Paese nordafricano.

L'accordo per il cessate il fuoco in Libia siglato dai partecipanti della Commissione militare congiunta in formato 5+5 a Ginevra entrerà immediatamente in vigore.

A riferirlo è il capo della Missione di supporto in Libia delle Nazioni Unite (UNSMIL), Stephanie Williams.

"Oggi è un buon giorno per il popolo libico. Due delegazioni libiche presenti alla Commissione militare congiunta in formato 5+5 hanno messo nero su bianco un cessate il fuoco permanente valido per tutto il Paese che avrà decorrenza immediata".

La funzionaria ha quindi riferito che "le parti si sono accordate al fine di stabilire un meccanismo per monitorare in sinergia con la UNSMIL l'implementazione del cessate il fuoco" e che è stato richiesto alla stessa UNSMIL di "trasmettere il cessate il fuoco al Consiglio di Sicurezza e di fare richiesta affinché questo adotti una risoluzione che assicuri l'adempienza di tutte le parti, interne ed esterne, della tregua permanente valida su tutto il territorio del Paese".

La reazione della Farnesina

Il Ministero degli Esteri italiano ha accolto con favore l'accordo raggiunto ed auspica che l'intesa raggiunta si consolidi nelle prossime settimane, quando il Lybical Political Dialogue Forum in programma a novembre in Tunisia, potrà dara l'impulso decisivo alla soluzione politica della crisi in Libia.

L’accordo per un cessate il fuoco permanente e duraturo, accompagnato da importanti provvedimenti in materia di sicurezza, a cominciare dal ripristino dei collegamenti aerei e terrestri interni alla Libia e dall’attuazione di misure di confidence building, è uno sviluppo di cruciale importanza per la stabilità della Libia. L’Italia – che ha sempre lavorato con determinazione per questo obiettivo – incoraggia tutte le parti libiche ad attuare concretamente le intese sottoscritte, continuando a dare prova di maturità nel superiore interesse del Paese. - si legge nel comunicato stampa della Farnesina.

La guerra in Libia

Dopo il rovesciamento e l'assassinio del leader libico Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia ha praticamente smesso di essere governato come stato unitario.

Il parlamento eletto dal popolo si trova ad est ed è sostenuto dal maresciallo dell'Esercito Nazionale Libico Khalifa Haftar, mentre a ovest, nella capitale Tripoli, il Governo di Accordo Nazionale Fayez al-Sarraj si è formato con il sostegno delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea. Le autorità della parte orientale del paese operano indipendentemente da Tripoli e cooperano con l'esercito nazionale libico di Khalifa Haftar.

Lo scorso 21 agosto i due esecutivi libici hanno reso noto di aver raggiunto un'intesa per un cessate il fuoco. Nonostante ciò, nel paese è proseguito il flusso di armi ed armamenti, con entrambi le parti in conflitto che si accusano accusano gli di ricevere uomini, armi ed equipaggiamento dall'estero.

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