17:05 24 Novembre 2020
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Il ministero degli Esteri francese afferma che Parigi sta tenendo colloqui sull'espulsione degli stranieri inclusi nella lista dei soggetti che rappresentano minaccia per la di sicurezza nazionale con i loro paesi di origine per assicurarsi che le espulsioni possano venire eseguite in maniera efficace.

"Insieme al ministero dell'Interno stiamo attivamente perseguendo uno stretto dialogo con i paesi interessati per garantire che le decisioni di espulsione degli stranieri contrassegnati con carta S possano essere attuate efficacemente", ha affermato il ministero degli Esteri in una dichiarazione pubblicata Mercoledì sera.

La ‘Carta S’ francese (Fiche S) venne introdotta nel 1969 con l'istituzione del registro nazionale dei fuggitivi. Quando una persona viene etichettata in questo modo, significa che viene identificata come una seria minaccia alla sicurezza nazionale e ne viene consentita la sorveglianza. A parte i sospetti islamisti, queste carte vengono assegnate a criminali di bande, evasi dalle prigioni ed ecologisti radicali.

All'inizio della settimana Marine Le Pen, la leader del partito francese di destra Rassemblement National, ha sollevato la questione dell'esilio per gli stranieri potenzialmente pericolosi sostenendo si tratti di una misura necessaria. Le discussioni sulla questione sono in corso dopo la forte emozione susictata in tutta la Francia dalla brutale uccisione dell’insegnante di storia Samuel Paty la scorsa settimana.

L'insegnante di storia Samuel Paty è stato decapitato da un diciottenne di origine cecena nella periferia di Parigi dopo aver mostrato ai suoi studenti caricature raffiguranti il profeta islamico Maometto. L'aggressore è stato eliminato dalle forze di sicurezza la stessa notte e da allora è stata aperta un'indagine sulla questione.

Il governo ha ordinato l'attuazione di una serie di misure nella lotta alla minaccia islamista, con il Presidente francese Emmanuel Macron che descrive l'omicidio come un "attacco terroristico". In particolare, le autorità hanno già sciolto l'associazione islamista Sheikh Yassin, il cui fondatore è stato arrestato per il caso dell’omicidio dell'insegnante, e intendono sciogliere i gruppi più radicali che sostengono l’integralismo.

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