03:44 04 Dicembre 2020
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Aumenta il dibattito europeo sull'uso degli appellativi "hamburger" usati per descrivere alimenti contenenti soia o sostituti della carne. In questo contesto si è pronunciata anche Coldiretti, che denuncia tali denominazioni come forvianti per i consumatori.

L'Europarlamento si appresta oggi a votare quattro emendamenti al regolamento OCM, che disciplina il mercato agricolo interno, per far chiarezza sulla denominazione di prodotti a contenuto vegetale che evocano prodotti tipici a base di carne. Una legge che vieta di associare i termini che si riferiscono ai diversi tagli di carne a prodotti vegani o vegetariani, inoltre, è già in vigore in Francia. Nei prossimi giorni sarà il Parlamento europeo a pronunciarsi sul tema, con due emendamenti. In riferimento al voto del parlamento europeo sull’abolizione del divieto di definire carne qualcosa che non arriva dal mondo animale si è espressa anche Coldiretti.

"E’ inaccettabile un furto di identità che permette di chiamare con lo stesso nome prodotti profondamente diversi e provoca confusione nel carrello della spesa" dichiara Coldiretti.

La Coldiretti si è pronunciata a favore dell'argomento, dichiarando che è necessario continuare a chiamare le bistecche, le salsicce e gli hamburger in tal modo solo se sono ottenute dalla carne per non ingannare i consumatori sulle caratteristiche del prodotto.

"I consumatori rischiano di trovare sugli scaffali finti hamburger con soia, spezie ed esaltatori di sapore o false salsicce riempite con ceci, lenticchie, piselli, succo di barbabietola o edulcoranti grazie alla possibilità di utilizzare nomi come “burger vegano” e “bistecca vegana”, bresaola, salame, mortadella vegetariani o vegani con l’unico limite di specificare sull’etichetta che tali prodotti non contengono carne" precisa Coldiretti.

​"Una strategia di marketing con la quale si approfitta deliberatamente della notorietà e tradizione delle denominazioni di maggior successo della filiera tradizionale dell’allevamento italiano con il solo scopo di attrarre l’attenzione dei consumatori, rischiando di indurli a pensare che questi prodotti siano dei sostituti, per gusto e valori nutrizionali, della carne e dei prodotti a base di carne" afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

"Occorre regolamentare con trasparenza sull’etichetta il consumo di nuovi prodotti che sono entrati a far parte della spesa degli italiani senza equivoci che rischiano di limitare la libertà di scelta dei consumatori" conclude la Coldiretti.

Già in un comunicato di ieri Coldiretti aveva toccato l'argomento, riferendo che queste tipologie di alimenti ingannano 9 italiani su 10.

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