03:39 29 Novembre 2020
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La notizia dell'abbattimento del velivolo azero da parte delle Difesa dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh è stata immediatamente smentita dalla Difesa dell'Azerbaigian.

La capo-ufficio stampa del Ministero della Difesa armeno Shushan Stepanyan ha riferito che l'esercito di Difesa del Nagorno-Karabakh ha abbattuto un caccia da combattimento dell'aviazione azera che stava sorvolando la linea del fronte nel Nagorno-Karabakh.

"I distaccamenti dell'Esercito di Difesa dell'Artsakh [l'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh alle 08:30 [le 06:30 in Italia, ndr] hanno abbattuto un aereo nemico sulla linea del fronte. La situazione rimane tesa", ha scritto la Stepanyan sulla propria pagina ufficiale Facebook.

Questa informazione è stata immediatamente smentita dal Ministero della Difesa azero, che a tal proposito ha diramato un comunicato ufficiale:

"Le informazioni diffuse dall'Armenia circa il presunto abbattimento di un aereo da combattimento azero sulla linea del fronte sono l'ennesima falsificazione della macchina propagandistica bellica armena", si legge nella nota.

In precedenza Baku aveva riferito che nella notte tra il 20 e il 21 ottobre sono continuati i combattimenti sulla linea di contatto nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

Negoziati di Mosca e tregua

I capi delle diplomazie di Baku e Yerevan durante i negoziati a Mosca conclusi venerdì 9 ottobre hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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