18:47 25 Novembre 2020
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Nonostante il cessate il fuoco dello scorso 9 ottobre proseguono i combattimenti sulla linea del fronte nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

Il Ministero della Difesa azero ha riportato che nella notte appena passata si sono consumati scontri molto violenti sulla linea del fronte della regione contesa del Nagorno-Karabakh.

"Nella giornata del 20 ottobre e nella notte del 21 ottobre sono proseguiti combattimenti di varia entità nelle zone di Agderinsk, Fizuli-Jebrail e Gubadlinsk. Il nemico ha bombardato le postazioni difensive dell'esercito dell'Azerbaigian con armi da fuoco, mortai e artiglieria. In seguito all'operazione condotta dalle forze armate azere nelle zone di Jebrail e Gubadlinsk, i distaccamenti della 18esima divisione motorizzata dell'esercito armeno sono stati costretti a ritirarsi subendo gravi perdite di uomini e mezzi", si legge nella nota diffusa dall'ufficio stampa del dicastero.

Baku ha quindi rilevato che "il 5° reggimento di montagna ha messo sotto controllo le posizioni del nemico, entrando in possesso di un gran numero di armi e rifornimenti" e che nel corso dei combattimenti sono stati eliminati "il comandante del reggimento di artiglieria, il comandante di divisione e il comandante del 4° battaglione".

Nel corso dei combattimenti, hanno quindi sottolineato le autorità azere, "sono state messe fuori uso tre postazioni di artiglieria, diversi mortai e tre furgoni e il rispettivo personale militare".

"Le truppe dell'esercito azero hanno il controllo delle operazioni su tutta la linea del fronte", conclude Baku il proprio comunicato.

Contestualmente, il ministero della Difesa armeno ha reso conto dell'abbattimento di un caccia da combattimento azero da parte dell'esercito di Difesa dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh.

Negoziati di Mosca e tregua

I capi delle diplomazie di Baku e Yerevan durante i negoziati a Mosca conclusi venerdì 9 ottobre hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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