03:41 03 Dicembre 2020
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I ricercatori che lavorano in collaborazione con il Long Beach Shark Lab della California State University hanno recentemente rivelato di essere riusciti a etichettare 38 squali - il massimo nei 10 anni di attività del programma - al largo della costa della California meridionale nel 2020.

Dopo aver registrato il triplo del numero delle etichettature rispetto al 2019, i ricercatori hanno spiegato alla CNN di aver avvistato anche squali in aree in cui non era mai successo prima, come la costa di San Diego.

"Sembra che il 2020 sarà un anno all'insegna degli squali, e non ne sappiamo il perché", ha dichiarato Chris Lowe, il direttore del programma. "Ci sono molte domande a cui non abbiamo risposta in questo momento". 

In effetti i funzionari coinvolti nel programma hanno diversi rompicapi da risolvere, incluso il tentativo di spiegare perché gli squali restano nei pressi delle spiagge sabbiose per lunghi periodi di tempo.

​"Giornata epica sull'acqua... molti squali, buoni dati raccolti, gruppo eccellente", recita il tweet.

"La cosa insolita è che quest'anno abbiamo aggregazioni ancora in corso da marzo, quindi mentre nuovi squali vi sono entrati e altri le hanno lasciate, in generale abbiamo animali etichettati a marzo ancora in giro. Una cosa mai vista prima", ha osservato Lowe.

"Sembra un anno molto insolito."

I funzionari hanno ipotizzato che il riscaldamento delle temperature oceaniche potrebbe essere il motivo per cui gli squali non si stiano dirigendo verso sud lungo i loro percorsi migratori annuali. Inoltre si ritiene che la scelta dei grandi pesci di non lasciare le calde acque della California abbia a che fare con le fonti di cibo.

Nonostante gli animali abbiano nuotato vicino alle spiagge pubbliche, i ricercatori del programma hanno rilevato che non hanno dimostrato molto interesse per gli esseri umani nei loro pressi; tuttavia i funzionari esortano le persone a essere consapevoli di ciò che li circonda e a evitare le colonie di foche, comunemente prede di squali.

"Rimangono molti squali in giro non ancora etichettati, quindi probabilmente ne etichetteremo ancora di più prima della fine dell'anno", ha predetto Lowe, osservando che il programma è riuscito a raggiungere questo record nonostante i team sia stato ridotto in conformità con le misure anti-coronavirus.

Recentemente era stato rilevato che il team sta impiegando dei droni per studiare e comprendere meglio le abitudini dei grandi squali bianchi lungo la costa occidentale degli Stati Uniti. Tale tecnologia è stata utilizzata dai funzionari australiani, che recentemente sono riusciti a mettere in guardia da uno squalo un surfista professionista.

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