21:51 03 Dicembre 2020
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L'imam della moschea di Pantin aveva rilanciato sui social il video del papà di un'alunna che invitava a prendere provvedimenti contro il professore che aveva mostrato le caricature di Maometto. Intanto salgono a 15 le persone fermate in relazione all’omicidio. Tra loro anche un imam radicale e quattro familiari dell’assalitore.

“Non volevo avallare la denuncia sulle vignette, ma soltanto evitare che gli alunni musulmani fossero presi di mira in classe”. Così Mhammed Henniche, imam della moschea di Pantin si è giustificato con gli investigatori, che lo considerano un estremista.

La sua moschea, alla periferia di Parigi, infatti, è stata sequestrata nell’ambito delle indagini per la barbara esecuzione di Samuel Paty, il professore di storia e geografia dell'istituto Bois d’Aulne di Conflans Saint-Honorine, decapitato la scorsa settimana dal 18enne ceceno Abdullakh Anzorov.

A chiedere la chiusura della sala preghiera, frequentata da circa 1.500 fedeli, era stato ieri sera il ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin, che lo ha chiesto al prefetto di Seine-Saint-Denis dopo aver scoperto che il video contro Paty registrato dal padre di un’alunna era stato condiviso il 9 ottobre scorso sulla pagina Facebook della moschea.

Proprio quel filmato ha fatto scattare, secondo gli inquirenti, la campagna d’odio che ha portato al brutale omicidio del professore. Una vera e propria “fatwa”, ha spiegato il ministro Darmanin, lanciata contro l’insegnante “colpevole” di aver mostrato in classe, durante una lezione di educazione civica, alcune caricature del profeta Maometto, ripubblicate dal settimanale satirico Charlie Hebdo in occasione dell'inizio del processo per l'attentato terroristico del 2015 contro la sede della rivista.  

Il luogo di culto chiuderà i battenti domani per i prossimi sei mesi, riferisce l’agenzia di stampa AFP. Il ministro ha fatto sapere, inoltre, che l’imam mandava i suoi figli in una scuola clandestina, sequestrata all’inizio di ottobre a Bobigny. La chiusura della moschea è il primo passo di una “guerra contro i nemici della Repubblica”, ha assicurato Darmanin.

Per ora sono 15 le persone fermate in relazione all’omicidio. Tra loro ci sono il papà dell’alunna che per primo ha preso di mira Paty, un imam radicale che lo ha supportato e quattro familiari dell’assalitore.

Intanto, emergono nuovi inquietanti particolari sulla vicenda. Lunedì, secondo quanto riferisce ancora l’AFP, quattro studenti del Bois d’Aulne sarebbero stati fermati dalle forze dell’ordine perché sospettati di aver accettato denaro da Anzorov per indicare al killer dove si trovasse il professore.

Mentre le indagini vanno avanti le autorità francesi corrono ai ripari. Gli 007 di Parigi considerano Anzorov un “cane sciolto”. Il ragazzo, infatti, non era nei radar dei servizi segreti. Circostanza che rende il suo gesto, se possibile, è ancora più inquietante. Per questo il vice ministro dell’interno francese, Marlene Schiappa, oggi incontrerà i vertici dei principali social network al fine di fare passi in avanti nella lotta contro il “cyber-islamismo”.

Domenica migliaia di persone hanno partecipato a decine di manifestazioni in tutta la Francia per ricordare Samuel Paty e difendere la libertà di espressione. Una marcia silenziosa, invece, si terrà stasera nel comune di Conflans-Sainte-Honorine, mentre il parlamento oggi pomeriggio osserverà un minuto di silenzio.

Una cerimonia ufficiale con il presidente Emmanuel Macron e i familiari della vittima si svolgerà domani alla Sorbona. Oggi il professore è stato insignito del riconoscimento postumo della Legione d’Onore, la massima onorificenza francese.

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