21:57 03 Dicembre 2020
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Uno studente di dieci anni di nome Jihad ha morso la sua insegnante di fronte a tutta la classe a Val-de-Marne. I vigili del fuoco sono intervenuti per soccorrere la donna.

È successo la scorsa settimana in una scuola elementare di Valle della Marna, dipartimento francese della regione dell'Île-de-France, a sud-est di Parigi. Un bambino di dieci anni ha improvvisamente afferrato la sua insegnante di fronte ai compagni di classe e l’ha morsa ad un braccio.

Secondo una fonte della polizia, citata dal giornale Actu17, il 13 ottobre, una scena scioccante si è verificata in un'aula della scuola elementare Jules-Ferry a Fontenay-sous-Bois. Di fronte a tutta la classe, un bambino di 10 anni, di nome Jihad, ha aggredito l'insegnante mordendole un braccio.

Secondo quanto riferito, la donna sarebbe stata anche colpita al volto. A prendersi cura di lei sono stati i vigili del fuoco, i primi ad intervenire. I rapporti dicono che la donna fosse in stato di shock e sanguinasse dal naso.

All'indomani dell'incidente, il Ministero dell’Educazione ha risposto a Le Parisien condannando "questi imprevedibili atti di violenza". All'interno della scuola è stata istituita un'unità psicologica.

Pare che il ragazzino non avesse mai fatto nulla del genere in passato ma che i servizi educativi lo seguissero con attenzione a causa di “gravi difficoltà” e “notevole sofferenza” hanno detto.

Secondo il corpo docente, anch’esso citato dal giornale parigino, questi fatti drammatici sarebbero il risultato di una “mancanza di risorse” nel sostenere studenti di questo tipo.

Un insegnante rappresentante del sindacato SNUipp (Syndicat national des instituteurs, professeurs des écoles) della città di Fontenay, ha spiegato al quotidiano che il bambino non può essere colpevolizzato:

“Quello che è successo non mi sorprende nemmeno. Questi sono studenti che non si sono adattati al sistema scolastico così com'è. Gli insegnanti non hanno i mezzi per gestirli".

Secondo questo insegnante, che ha preferito rimanere nell’anonimato, viene reclutato pochissimo personale rieducativo e AESH (accompagnatori per disabilità), nonché sono "mal pagati":

“L'amministrazione è sempre troppo lenta, troppo lunga. Si occupano delle pratiche burocratiche e lasciano a noi i problemi umani".
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