03:26 04 Dicembre 2020
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La figura dell'opposizione russa Alexey Navalny ha lamentato la mancata reazione da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo al suo presunto avvelenamento.

Sollecitato sul fatto se per lui sia importante che Trump "condanni questa azione", Navalny ha replicato che il presidente degli Stati Uniti probabilmente avrebbe dovuto essere il primo a farlo.

"Penso che sia estremamente importante che tutti, ovviamente, incluso e forse in primo luogo il presidente degli Stati Uniti, siano molto contrari all'uso di armi chimiche nel 21° secolo", ha affermato nell'intervista rilasciata domenica alla CBS nel programma '60 Minutes'.

Ha poi nuovamente accusato il presidente russo Vladimir Putin di essere dietro il suo presunto avvelenamento, nonostante Mosca abbia ripetutamente negato tutte le accuse. Tuttavia Navalny è stato piuttosto vago e impacciato nel formulare le sue accuse.

"Perché io, beh... è solo pura speculazione, perché nessuno sa cosa sia successo esattamente. Ma penso che quando mi trovavo con questo veleno su di me, l'ho toccato con la mano, e poi ho sorseggiato dalla bottiglia. Quindi questo agente nervino non era all'interno di una bottiglia ma su di essa", ha detto.

La figura dell'opposizione ha assicurato di avere il pieno sostegno dalla sua famiglia, nonostante temesse che anche i suoi cari potessero venire avvelenati.

Ha aggiunto che non si è ancora completamente ripreso e si sente come un l'"uomo di legno o quello di latta" de 'Il mago di Oz'. Tuttavia, l'oppositore russo ha affermato di ritenere che l'esperienza gli abbia fornito degli utili insegnamenti.

"Abbandonerò il mio lavoro perché cercano di uccidermi? Dalla mia esperienza, dalla mia personale esperienza, solo ora capisco che non provo alcuna paura. E sono pronto a continuare a lavorare", ha garantito.

Secondo la CBS Navalny in Germania è costantemente accompagnato da agenti di sicurezza ed è sotto la protezione del governo tedesco perché teme di poter essere nuovamente avvelenato. Ciò nonostante ha intenzione di tornare presto a Mosca.

Alla fine di agosto Navalny è stato ricoverato nella città russa di Omsk dopo aver perso conoscenza mentre era in volo verso Mosca. Sebbene il team dell'oppositore politico sospettasse che fosse stato avvelenato, gli specialisti russi non hanno trovato alcuna traccia di tossine nel sangue di Navalny e hanno affermato che la ragione delle sue cattive condizioni era un disturbo metabolico. Tuttavia la Germania ha insistito per il trasporto di Navalny alla clinica Charite di Berlino e in seguito i paesi dell'UE hanno annunciato che era stato presumibilmente avvelenato da un agente nervino della famiglia di tossine Novichok, utilizzando questa ipotesi come giustificazione per la loro politica di sanzioni aggressive nei confronti della Russia.

L'UE ha varato sanzioni contro sei cittadini russi e un'istituzione scientifica, che hanno colpito il direttore del servizio di sicurezza federale Alexander Bortnikov, il primo vice capo di stato maggiore dell'amministrazione presidenziale russa Sergey Kiriyenko e l'inviato presidenziale del distretto federale siberiano Sergey Menyaylo.

Le azioni ostili intraprese dai paesi europei hanno provocato un aumento delle tensioni nelle relazioni UE-Russia. In precedenza, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov aveva affermato che Mosca potrebbe "smettere di parlare con coloro che in Occidente sono responsabili della politica estera e non comprendono la necessità di un dialogo reciprocamente rispettoso".

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