16:51 24 Novembre 2020
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L'isola attualmente è effettivamente divisa, con il terzo settentrionale gestito da un governo turco-cipriota e i due terzi meridionali dal governo riconosciuto a livello internazionale guidato da greco-ciprioti.

Ersin Tatar, che è pro-Turchia e vuole che l'isola divisa del Mediterraneo sia due stati separati, ha ricevuto quasi il 52% dei voti.

Il suo avversario e leader in carica, Mustafa Akinci, ha sempre cercato la riunificazione con la parte greca dell'isola ma la sua linea non ha prevalso e non è stato riconfermato.

L'auto-dichiarata Repubblica Turca di Cipro del Nord (TRNC - Turkish Republic of Northern Cyprus) - che ha una popolazione di circa 300.000 abitanti - è riconosciuta come uno Stato indipendente solo dalla Turchia, mentre il resto del mondo la vede come parte di Cipro.

Cipro è stata divisa dal 1974, quando la Turchia invase il nord dopo un colpo di stato militare.

La questione cipriota

Cipro è sempre stata una società multietnica con due gruppi prevalenti – i greci, prevalentemente autoctoni, di religione cristiano-ortodossa e maggioritari – e una minoranza di lingua turca, religione musulmana erede di diverse ondate migratorie a seguito del periodo di conquista ottomana. Dopo il Congresso di Berlino nel 1878, l’isola passò sotto il controllo della Gran Bretagna che la utilizzò prevalentemente come base militare e commerciale capace di controllare tutto il quadrante orientale del Mediterraneo.

Il processo di decolonizzazione non iniziò che dopo la Seconda Guerra Mondiale. Più che l’indipendenza Cipro sembrò da subito più orientata a chiedere una riunificazione (Enosis) con quella che, ancora oggi, per molti è la ‘Grande Madre Grecia’. D’altra parte la stessa Creta aveva in precedenza percorso la stessa strada dopo aver ottenuto l’indipendenza dall’Impero Ottomano.

Turchia e Gran Bretagna si opposero all’Enosis nonostante la Grecia pose la questione dell’autodeterminazione del popolo cipriota anche alla Nazioni Unite.

Con il crescere delle tensioni tra gli indipendentisti ciprioti, (EOKA - Organizzazione Nazionale dei Combattenti Ciprioti) – osteggiati sia da britannici che da turchi che vedevano nell’indipendenza cipriota un passo intermedio per la riunificazione con la Grecia – e l’Organizzazione di Resistenza Turca (TMT), anch’essa entrata in azione, il Paese si trovò sull’orlo della guerra vivile.

Nel dicembre del 1958 le ‘maderepatrie’ quindi (Grecia e Turchia), furono costrette a trovare un compromesso attraverso quello che è conosciuto come il ‘Trattato di Zurigo del 1959’. Un compromesso che però lasciava molti scontenti con una nazione formalmente indipendente ma con una parte che ambiva a tornare alla Grecia, un’altra che voleva invece la Turchia. Le basi di Akrotiri e Dhekelia naturalmente rimasero saldamente nelle mani della Gran Bretagna e le antenne americane sul Monte Olimpo. Ne seguì di fatto una guerra civile nel 1964, con tanto di invio di Caschi Blu dell’ONU per redimere la questione, poi un colpo di Stato greco nel 1973 e il conseguente intervento turco (dopo consultazione con la Gran Bretagna).

Nell’operazione pare abbiano perso la vita anche almeno 300 uomini della Guardia Nazionale cipriota. Allo stato attuale la situazione non è ancora risolta e l’isola risulta de facto divisa in una Repubblica di Cipro, creco-cipriota, membro della UE e riconosciuta dalla comunità internazionale, ed una autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solamente dalla Turchia.

 

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