03:56 28 Novembre 2020
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L'autore del portale americano Warfare History Network è rimasto esterrefatto dalle cecchine sovietiche durante la Seconda Guerra Mondiale.

In Urss alle donne cecchino insegnavano a svolgere il loro compito senza portarsi dietro nulla di superfluo, si legge nell'articolo. Portavano con sè il fucile di precisione Mosin-Nagant con cartucce, una pala e un kit da viaggio.

"La cosa più importante era che le venivano date due granate, una per i tedeschi e una per se stessi come ultima risorsa in modo da non essere catturate, violentate, torturate o uccise dal nemico. Alcune donne durante la guerra preferivano portare con sé invece di due granate una pistola tedesca, con l'ultimo proiettile del caricatore per sè", scrive l'autore dell'articolo.

Nella pubblicazione si racconta anche il percorso di combattimento della famosa cecchina Rosa Shanina, che è riuscita ad eliminare 75 tra ufficiali e soldati tedeschi.

"L'essenza della mia felicità è la lotta per la felicità degli altri... Se è necessario morire per la felicità comune, allora sono pronta per questo", scrisse nel suo diario due settimane prima della sua morte.

Rosa fu uccisa in azione nella Prussia orientale il 27 gennaio 1945, mentre cercava di salvare un ufficiale di artiglieria ferito. Aveva 20 anni.

Altre cecchine sovietiche che avevano terrorizzato i nazisti erano Lyudmila Pavlichenko e Nina Petrova. La Pavlichenko ha ucciso, secondo i dati ufficiali, 309 nazisti. L'articolo menziona anche che ha preso parte alla visita di buona volontà e a incontrato il presidente degli Stati Uniti Franklin Roosevelt alla Casa Bianca.

L'infermiera Nina Petrova è riuscita, grazie alla sua perseveranza, a diventare una cecchina all'età di 48 anni e mettersi alla prova sul campo di battaglia.

Tags:
Donna, Società, Storia, Seconda Guerra Mondiale, Armata Rossa, URSS
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