10:27 29 Ottobre 2020
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Il 18enne ceceno Abdullakh Anzorov, ha postato la foto della testa decapitata su Twitter definendo Macron il "capo degli infedeli". Intanto, sono 11 le persone fermate, compreso un genitore e un imam che avevano lanciato una campagna contro Paty sui social. Il prof riceveva minacce da giorni. Oggi in programma manifestazioni in tutta la Francia.

Secondo il procuratore francese anti-terrorismo, Jean-Francois Ricard, Abdullakh Anzorov, il 18enne ceceno che venerdì scorso ha sgozzato Samuel Paty, 47 anni, papà di un bambino e professore di storia dell'istituto Bois d’Aulne di Conflans Saint-Honorine, comune alle porte di Parigi, non era noto ai servizi segreti francesi.

Ora si indaga per capire se Anzorov, arrivato in Francia all’età di sei anni come richiedente asilo e conosciuto a Evreux, la città della Normandia dove viveva, come un ragazzo tranquillo e molto religioso, fosse legato attivamente a qualche organizzazione terroristica. A farlo pensare sono gli indizi rinvenuti nel cellulare del ragazzo radicalizzato, ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia subito dopo la brutale esecuzione del professore.

Nello smartphone sono stati ritrovati una foto di Paty e una nota contenente la rivendicazione dell’omicidio. Non solo. Dopo aver tagliato la gola all’insegnante Anzorov ha pubblicato su un profilo Twitter creato da lui stesso la foto della testa dell’uomo annunciando di aver “sgozzato uno dei vostri cani infernali”, con sotto la firma al-Ansar. Poi, nello stesso post, si rivolge al presidente francese, Emmanuel Macron, definendolo il “capo degli infedeli”.

Fermate 11 persone

L’inchiesta sulla decapitazione del professore, stamattina ha portato al fermo di un undicesimo sospettato. Tra le persone arrestate ci sono anche l’imam islamista Abdelhakim Sefrioui, che all’inizio di ottobre aveva accompagnato il padre di un’allieva della scuola a chiedere la sospensione dell’insegnante, proprio per il fatto di aver mostrato le caricature di Maometto pubblicate su Charlie Hebdo.

L’uomo, imparentato con una donna partita dalla Francia nel 2014 per unirsi al Califfato islamico in Siria, aveva denunciato Samuel Paty per “diffusione di immagini pornografiche”. Una delle vignette in questione, infatti, raffigura il profeta nudo. 

Il papà della ragazza, che non frequentava la classe di Paty, aveva diffuso un video sui social network proprio qualche giorno prima che il professore venisse ucciso, in cui definiva Paty un “teppista” e si augurava che fosse denunciato. Come lui, anche l’imam aveva diffuso nei giorni scorsi un video su Youtube, in cui chiedeva che venisse rimosso dall'incarico. 

I due avevano invitato i musulmani a manifestare davanti alla scuola. Il professore quindi, secondo la ricostruzione del procuratore anti-terrorismo, era stato oggetto di minacce da diversi giorni. Fino a venerdì, quando, come riferisce l’AFP, diversi testimoni hanno visto Anzorov aggirarsi all'interno della scuola chiedendo agli alunni dove trovare Paty.

Decine di manifestazioni in Francia

Davanti al portone della scuola dove il professore è stato decapitato, da ieri vengono depositati fiori e cartelli con gli slogan “je suis prof” e “je suis Samuel”. Secondo Virginie, una studentessa 15enne sentita dall’AFP, il professore mostrava ogni anno, dopo la strage del 2015 nella redazione di Charlie Hebdo, quelle vignette, in una lezione di educazione civica dedicata alla libertà di espressione. Secondo i genitori, inoltre, proprio per non offendere gli studenti musulmani, il docente ucciso li lasciava liberi di non assistere. 

Oggi pomeriggio una grande manifestazione è in programma a Place de la Republique, a Parigi. La stessa dove nel 2015 un milione e mezzo di persone si riunirono dopo l’attacco a Charlie Hebdo. “È assolutamente importante mostrare la nostra mobilitazione, solidarietà e coesione nazionale”, ha detto il ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer a France 2. 

Altre persone scenderanno in piazza a Lione, Tolosa, Strasburgo, Marsiglia, Lille e Bordeaux, mentre una commemorazione ufficiale è prevista per mercoledì prossimo, fa sapere l’Eliseo.

Il processo per la strage a Charlie Hebdo

L’uccisione di Samuel Paty è il secondo attacco terroristico, così l’ha definito il presidente Macron, che ha colpito la Francia da quando il mese scorso si è aperto il processo per l’attentato islamista del gennaio 2015 nella sede del settimanale satirico Charlie Hebdo.

Dopo la ripubblicazione da parte del giornale, che nel frattempo ha spostato la sua sede in un luogo top secret, delle stesse vignette per cui furono uccisi i componenti della redazione, il mese scorso un giovane pakistano ha ferito due giornalisti di un’agenzia di stampa proprio nel quartiere dove si trovavano i vecchi uffici della rivista.

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